Volare sulla Luna o su un asteroide? Per la Nasa questo è il problema!

luna o asteroide

Luna o asteroide? È questo il quesito che si sono posti i membri del Congresso. Una sorta di bilancio decisionale che prevede l'inizio di nuove missioni sia verso il nostro satellite naturale sia verso un asteroide, in attesa di poter far giungere l'uomo su Marte.

Un bivio che divide le opinioni, sicuramente. E, a pronunciarsi, anche lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il quale pronosticava per il 2014 l'avvio di una missione verso un asteroide. L'obiettivo, infatti, sarebbe quello di catturare una di queste rocce cosmiche e analizzarne caratteristiche e traiettorie, per poterne deviare l'orbita in caso di pericolo.

Tuttavia, come anticipato, non tutti sono concordi. La Luna, infatti, sembra più facile da raggiungere e, non da ultimo, è anche la meta spaziale già esplorata dall'uomo grazie alle missioni Apollo. Inoltre, costituirebbe sicuramente una valida prova per una sempre più voluta e sostenuta missione verso il pianeta rosso. Quella di un asteroide, però, risulta ai più come un trampolino di lancio, una prova “del tutto nuova, non sperimentata ed una necessaria impresa pionieristica nello spazio", ha riflettuto Paul Spudis, geologo specializzato in Scienza Lunare presso il Lunar and Planetary Institute di Houston. E, infine, ha aggiunto: “è difficile determinare quali vantaggi questa missione su un asteroide possa offrire".

Scetticismo, quindi. Trapelato in modo evidente nel corso di un'udienza svoltasi martedì scorso, proprio per discutere i prossimi obiettivi della Nasa. Ma se la Luna ha i suoi sostenitori, anche la missione su un asteroide incontra alcuni pareri favorevoli. "La missione di recupero di un asteroide crea un primo passo al di là della Luna, l'unico che siamo ora in grado di eseguire e l'unico che possiamo permetterci all'interno del bilancio corrente", ha chiarito Louis Friedman, co-leader del Keck Institute for Space Studies Asteroid Retrieval Mission Study nonché cofondatore e direttore esecutivo emerito del Planetary Society, organizzazione no-profit dedicata proprio all'esplorazione dello spazio. Una vecchia conoscenza se si pensa che, proprio Friedman, fu l'autore del piano presentato alla Casa Bianca e poi rimbalzato all'agenzia spaziale statunitense.

Insomma, a sostegno di una missione sugli asteroidi, sarebbero anche le nuove tecnologie che, con ogni probabilità, potrebbero essere messe a punto in previsione della missione marziana. E, da non sottovalutare, la possibilità di poter agire per deviare le traiettorie pericolose di questi oggetti nel caso si rivelassero a rischio di collisione con la Terra. "Si tratta di un concetto intelligente e una tale missione potrebbe senza dubbio dimostrare la validità di tali nuove tecnologie", fa eco Douglas Cooke, ex amministratore associato del Nasa Exploration Systems Mission Directorate.

Un punto di svolta? Forse no. L'unico aspetto chiaro è che, in un caso o nell'altro, la Nasa ha bisogno di fondi per avviare tali missioni. Poi occorrerà solo decidere verso quale missione destinarli.

Federica Vitale

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