L'Italia a caccia di pianeti alieni dal 2017

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L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato, venerdì 19 ottobre, il futuro lancio di una nuova sonda spaziale, avente come obiettivo lo studio dei pianeti extrasolari. Il satellite si chiamerà Cheops (“Cheope” in greco), acronimo di Characterising Exoplanets Satellite, e, se i piani dell'agenzia saranno rispettati, orbiterà attorno alla Terra a partire dal 2017, per almeno tre anni e mezzo.

In particolare, Cheops si posizionerà su di un'orbita eliosincrona (in modo da sorvolare ogni punto della superficie terrestre sempre alla stessa ora solare locale) a circa 800 km di quota e da lì punterà il suo obiettivo verso alcune stelle particolarmente vicine e brillanti, attorno alle quali sono già stati scoperti ruotare dei pianeti.

Scopo principale della missione infatti non è tanto quello di scovare nuovi esopianeti (come ad esempio la sonda Kepler della NASA), quanto bensì di migliorare le conoscenze di quelli già noti, in termini di dimensioni (misurandone il diametro); qualora se ne conoscesse già anche la massa, si ricaverebbe di conseguenza la densità e sarebbe possibile elaborare uno schema della struttura interna.

Questi parametri saranno utili agli astrofisici per comprendere i meccanismi di formazione di una particolare classe di pianeti, chiamati super-Terre: si tratta di corpi rocciosi aventi massa compresa tra 2 e 10 volte la massa della Terra, intermedi dunque tra il nostro pianeta e i giganti gassosi come ad esempio Urano e Nettuno (nel nostro sistema solare non sono presenti pianeti del genere).

Nel caso possedessero un'atmosfera significativamente estesa, inoltre, Cheops sarà in grado di rilevarla e fornire indicazioni per telescopi di prossima generazione, come l'European Extremely Large Telescope e il James Webb Space Telescope.

Ma come avverranno queste misurazioni? Cheops sfrutterà la cosiddetta tecnica del transito (utilizzata già da Kepler e dal satellite francese COROT), che consiste nel rilevare le variazioni di luminosità di una stella dovute all'interposizione - tra stella ed osservatore - di un corpo opaco (come ad esempio un pianeta). Si capisce come ciò sia possibile solo se l'orbita del corpo giace sul piano tra stella ed osservatore, in caso contrario il pianeta transiterebbe “sopra” o “sotto” la stella e non si osserverebbero diminuzioni della sua luminosità; il vantaggio di questo metodo è che consente di misurare il diametro del pianeta, e di rilevarne un'eventuale atmosfera (altri metodi, invece, permettono di misurarne la massa).

transit CNES

Si tratta comunque di misurazioni estremamente sofisticate: da terra, per via delle turbolenze dell'atmosfera, sarebbe possibile rilevare solo il transito di pianeti delle dimensioni di Giove.

Cheops sarà la prima di una possibile serie di missioni definite “small” dall'ESA (in contrapposizioni alle già esistenti missioni “medium” e “large”), caratterizzate da costi minori e un più veloce sviluppo, per seguire più da vicino le idee e le proposte della comunità scientifica. Verrà costruita in partnership tra l'ESA e la Svizzera, con contributi anche da altri paesi membri dell'agenzia spaziale.

Stefano Dell'Oro

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