NuStar: partita la missione del nuovo telescopio a raggi X

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NuStar, il nuovo telescopio spaziale a raggi X della Nasa è partito senza intoppi alla volta dello spazio. Ieri alle 12 a.m. EDT, mentre in Italia erano circa le 18 il dispositivo, alla cui realizzazione hanno partecipato anche l'Agenzia Spaziale Italiana e l’Inaf, ha lasciato l’atollo Kwajalein nell’Oceano Pacifico.

Partita dunque la missione che tenterà di svelare i segreti nascosti nei buchi neri e negli altri oggetti sconosciuti dell'universo. NuStar userà una sorta di insieme unico di specchi per riuscire ad osservare la luce ad alta energia attraverso i raggi X. Grazie ad esso, l'osservatorio riuscirà a vedere attraverso gas e polveri e potrà studiare più a fondo i buchi neri in agguato all'interno della nostra galassia, la Via Lattea, così come quelli nascosti nel cuore delle galassie più lontane.

L'osservatorio ha iniziato il suo viaggio a bordo di un aereo L-1011 "Stargazer", gestito dall'Orbital Sciences Corporation. Circa 13 minuti dopo il lancio, NuStar si è separato dal razzo, raggiungendo la sua orbita finale terrestre. Il primo segnale dalla sonda è stato ricevuto alle 18:14 ora italiana.

"NuStar ha già aperto i suoi pannelli solari per ricaricare la batteria della navicella che poi lo riporteranno sulla Terra in buona salute", ha detto Yunjin Kim, project manager della missione per il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California.

"Abbiamo atteso con impazienza il lancio di questo nuovo Osservatorio a raggi X" ha dichiarato Paul Hertz, a capo della Divisione di Astrofisica della Nasa. Con la sua risoluzione spaziale e spettrale senza precedenti NuStar “aprirà una nuova finestra sull'universo e fornirà i dati complementari a missioni più grandi della NASA, tra cui Fermi, Chandra, Hubble e Spitzer."

Il nuovo telescopio spaziale renderà possibile osservare gli oggetti celesti più densi e luminosi e ottenere delle immagini molto più intense e veritiere rispetto al passato.

Fabrizio Fiore, direttore dell’Osservatorio astronomico di Roma (INAF) e membro del NuStar science team ha commentato: “NuStar fornirà immagini dettagliate del cielo nella banda 5-80 keV con una profondità circa cento volte migliore di quella ottenuta fin ora. Questo ci permetterà, tra le altre cose, di ottenere statisticamente un censo completo dei buchi neri in accrescimento nell’Universo, includendo anche quelli in cui la radiazione emessa vicino all’oggetto compatto e talmente assorbita da risultare invisibile addirittura nei raggi X ad energie minori di 5-10 keV”.

"Diversi scienziati italiani – conclude – hanno l’opportunità di partecipare al progetto grazie al coinvolgimento di ASI, che fornisce la base di Malindi per i collegamenti con il satellite, e lo sviluppo del software per l’analisi dei scientifici a cura di ASDC".

Francesca Mancuso

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