Anche la Nasa progetta gli Ufo

droni nasa

L'agenzia spaziale statunitense si prepara a lanciare missioni guidate dai droni nei cieli australiani nelle prossime sei settimane. La Nasa, infatti, starebbe progettando con la US Air Force il più grande e più sofisticato drone in servizio operativo al momento, dal nome minaccioso: RQ-4 Global Hawk Unmanned Aerial Vehicle (UAV).

Con l'apertura alare di un Boeing 737 ed una resistenza di volo superiore alle 30 ore, il Global Hawk ha un costo di 200 milioni di dollari. Il drone, dalla forma evocativa di un Ufo, è dotato di sofisticate apparecchiature di intercettazione e sarà utilizzato dall'Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR) militare.

La Nasa, dunque, ha annunciato che il Global Hawk condurrà missioni scientifiche a partire dal territorio delle Isole del Pacifico di proprietà degli Stati Uniti "per tenere traccia dei cambiamenti nell'atmosfera superiore e aiutare i ricercatori a capire come questi cambiamenti influenzano il clima sulla Terra". Gli scienziati hanno installato 13 diversi strumenti sui Global Hawk con l'obiettivo di catturare campioni di aria e analizzare la composizione delle nuvole, i gas e la radiazione solare ai fini dell'esperimento Airborne Tropical Tropopause (ATTREX).

A oggi, l'agenzia spaziale ha già lanciato droni per monitorare gli uragani sull'Atlantico per la raccolta di dati ai fini di un aiuto più preciso nel fare previsioni più accurate sulle tempeste tropicali. La prima missione, quindi, ha preso avvio nei giorni scorsi. Tuttavia, la Nasa non ha ancora rilasciato dettagli riguardo i voli finora effettuati.

I piloti, dal canto loro, avvertono che alcuni droni potrebbero essere fatti decollare fino al 2 marzo. Gli addetti ai lavori per l'Airservices australiano (o NOTAM) precisano che la Nasa invierà il Global Hawk nello spazio aereo australiano ad altezze tra i 45 mila e i 60 mila metri.

Insomma, un vero e proprio disco volante, come la fantascienza ci racconta, che oggi potrebbe somigliare davvero ad un drone. Con la superficie ricoperta di elettrodi, questo velivolo sarebbe in grado di respingere l'aria. Un disco al plasma, in pratica, è composto di gas ionizzato. Il plasma viene realizzato, oltreché in laboratorio, anche involontariamente, ossia quando l'aria attorno al mezzo si surriscalda. Questa tecnologia futuristica permette di fare un passo in avanti verso la propulsione aerospaziale.

Che i veri Ufo, in realtà, li stia producendo l'uomo stesso?

Federica Vitale

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