Human Brain Project: ecco come i computer imiteranno il cervello

cervello hbp

Si è tenuto in Svizzera un incontro dei 135 membri dello Human Brain Project, riuniti per dare il via al progetto che ci darà una comprensione più profonda e più significativa di come funzioni il cervello umano. Un programma che avrà la durata totale di dieci anni e che già oggi è considerato il progetto di neuroscienze più avanzato al mondo.

HBP riunisce 130 istituti di ricerca in tutta Europa ed è coordinato dall'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EFPL). Nel corso del lancio del progetto, neuroscienziati, medici, informatici ed esperti di robotica hanno cercato di perfezionare la pianificazione dei lavori in sei piattaforme di ricerca tra le quali la neuroinformatica, la simulazione del cervello ad alte prestazioni di calcolo, l'informatica medica, la computeristica neuromorfa e la neurorobotica. Ciascuna di tali piattaforme è composta da strumenti tecnologici e metodi idonei a garantire che gli obiettivi del progetto saranno raggiunti.

Gli scienziati, attraverso i loro istituti di ricerca, potranno impostare e testare le piattaforme per i prossimi 30 mesi. Nel 2016, queste piattaforme dovrebbero essere pronte per il collaudo da parte degli scienziati del HBP e dei ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Secondo quanto si legge nel comunicato stampa, nel campo delle neuroscienze, ad esempio, i ricercatori dovranno gestire enormi quantità di dati. La missione della piattaforma neuroinformatica, infatti, sarà quello di estrarre la massima quantità possibile di informazioni da queste fonti e di integrarle in una cartografia che comprenda tutti i livelli organizzativi del cervello, dalla singola cella fino a tutto il cervello.

Per quanto riguarda la neurorobotica, questa piattaforma di ricerca si concentrerà sull'integrazione delle simulazioni di reti neurali nei robot, inizialmente quelli virtuali, che potranno beneficiare di nuove attitudini come la capacità di apprendimento o di resilienza. Un altro componente importante sarà quello di creare tecnologie neuro-ispirate. Saranno sviluppati, infatti, alcuni microchip in grado di imitare il funzionamento delle reti di neuroni, sfruttando la capacità di apprendimento e la resilienza dei circuiti neuronali in specifiche applicazioni.