Clonazione: nasce Pig 26, il maialino 'ogm' resistente alle malattie

pig26

Pig 26 ovvero il “cugino clonato” della pecora Dolly. Un maialino 'special'e che batte qualsiasi tipo di virus e non si ammala mai. Ricordiamo tutti Dolly, la pecora clonata con successo nel 1996 da una cellula somatica. La pecora nacque nei laboratori del Roslin Institute di Edimburgo, in Scozia. E lì visse fino alla sua morte, nel febbraio 2003. Il suo corpo fu poi imbalsamato ed oggi è esposto presso il Royal Museum of Scotland.

17 anni dopo, e nello stesso laboratorio, nasce Pig 26, un maialino geneticamente modificato con una speciale tecnica, definita “editing genetico”. La peculiarità di tale animale derivato da questo tipo di clonazione “pulita” è dovuta al fatto che resiste a qualsiasi malattia. Tale studio, dunque, proietta nel futuro l'obiettivo, alquanto discutibile, di poter creare animali completamente sani, dai quali sia possibile ricavare alimenti senza le eventuali patologie trasmissibili all'uomo e agli altri animali.

L'editing genetico è un processo semplice nel quale gli scienziati “editano”, ossia modificano artificialmente il DNA dell'animale e vi inseriscono nuovo materiale genetico. Dei tre miliardi di lettere che compongono il genoma umano, una sola viene modificata. Una mutazione genetica così naturale, quindi, che risulta impossibile, esaminando in seguito il DNA del maialino, accorgersi che questo sia stato effettivamente modificato.

Secondo gli scienziati che hanno seguito il caso, la differenza con le precedenti tecniche di clonazione, come quella che modificò la pecora Dolly ad esempio e che fu tanto criticata, è proprio il metodo non invasivo che non prevede l'uso di geni resistenti agli antibiotici. Questo fattore, infatti, porterebbe all'inefficacia della sperimentazione di farmaci.

Pertanto, Pig 26 non potrà essere contagiato dalla peste suina o dalle tipiche epidemie che, ogni tanto, si diffondono nei vari allevamenti di tutto il mondo. Proprio a causa di tali pandemie, si è calcolato, infatti, che negli ultimi 10 anni le infezioni diffuse e i conseguenti abbattimenti hanno provocato un danno economico che si aggira intorno ai 15 miliardi di sterline. Per questo motivo, la possibilità di avere a disposizione un maiale in grado di resistere alle malattie è ben vista dagli allevatori che, su questo animale, puntano per ottenere grossi profitti.

E non si esclude che, dopo Pig 26, si possa sperimentare la medesima tecnica di clonazione per generare anche altri animali, come ovini e bovini, che possano risultare immuni ai virus.

Federica Vitale

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