Clonazione, quei 600 topi clonati in Giappone

topi clonazione

La pecora Dolly ne è stata un esempio. Ma in Giappone un topo è stato clonato per ben 26 generazioni, ossia circa 600 volte. L'ultima frontiera della clonazione è quella in serie, come è accaduto presso il Centro Riken per la biologia dello sviluppo.

Qui un team di scienziati guidato da Teruhiko Wakayama ha clonato un topo attraverso le sue cellule somatiche. Un numero illimitato di cloni di animali può infatti essere generato da tali cellule somatiche. Fino a qualche anno fa, una simile affermazione sarebbe appartenuta al regno della fantascienza, ma oggi è realtà, per via dei passi avanti compiuti dalla micromanipolazione, che permette ai ricercatori di lavorare con le singole cellule e con i loro nuclei.

L'efficienza della procedura di clonazione, tuttavia, rimane molto bassa, pari a pochi punti percentuali, e anche i tentativi che danno luogo alle nascite, generano animali sì clonati ma con la presenza di una vasta gamma di gravi anomalie e patologie.

La causa di questi difetti, secondo quanto illustrato dagli scienziati nipponici, sta nelle imperfezioni della tecnica di trasferimento nucleare utilizzata per rimuovere il nucleo di una cellula ospite e sostituirlo con quello di un donatore.

Tali imperfezioni portano al fallimento totale o parziale della riprogrammazione, il processo per cui la cellula viene 'resettata' ad uno stadio 'base'. Tuttavia, i dettagli specifici dei difetti tecnici, le motivazioni precise che provocano il fallimento della riprogrammazione e le possibili soluzioni al problema, tutt'ora non sono chiare: “Nonostante queste sfide, la clonazione continua ad essere una biotecnologia di grandi promesse, date le sue potenziali applicazioni al campo della medicina rigenerativa, come ad esempio la generazione di staminali embrionali (ES), le cellule mediante trasferimento nucleare, che potrebbero un giorno permettere ai medici di creare le cellule di ricambio che si abbinano perfettamente con il profilo genetico e immunitario del paziente, eliminando così il rischio di rigetto”.

cellula somatica

Non è la prima volta che il Giappone si cimenta in una simile impresa. L'ultima frontiera in fatto di clonazione era stata quella che aveva (ed ha) come protagonista il mammut. Riportare in vita l'animale preistorico. Sembra ormai soltanto una questione di tempo.

Francesca Mancuso

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