Turismo spaziale: i 7 progetti che ci porteranno in orbita

Turismo spaziale

Era il 28 aprile 2001, la data che ha segnato l’inizio dell’era del turismo spaziale. In quel giorno, Dennis Anthony Tito, imprenditore statunitense, sborsando l’esorbitante cifra di 20 milioni di dollari ha potuto unirsi alla missione Sojuz TM-32, che si è diretta verso la ISS. L’imprenditore è rimasto in orbita per 7 giorni 22 ore e 4 minuti, ma di sicuro non ricorderà quel viaggio per la sua economicità. Tutt’oggi, per fare parte di una missione spaziale in veste da turisti, è necessario sborsare la stessa cifra dell’imprenditore americano; anche se, in realtà, ci sono altri metodi per raggiungere lo spazio. Ad esempio i voli suborbitali, che permettono di raggiungere i 110 km di altitudine, senza entrare in orbita, e che possono essere effettuati pagando una cifra che si aggira intorno ai 100mila dollari. Ma anche in questo caso il numero di coloro che si possono permettere una simile spesa, contiene solo una piccola parte della popolazione.

Adesso le cose stanno cambiando. Il progresso scientifico, e la corsa dei ricchi a manifestare la loro potenza attraverso l’egemonia del turismo spaziale, potrebbero trasformare la fantascienza in realtà. Siamo forse agli albori del turismo spaziale per tutti? Ancora è troppo presto per fare previsioni certe, ma è possibile prevedere quali saranno le tecnologie ad aprire la strada a questo tipo di turismo. Certo è, che lle cifre da pagare rimangono ancora decisamente elevate.

Ad oggi la principale causa degli elevati costi della corsa nello spazio, è il carburante necessario per far entrare i vettori in orbita. Nel caso si tratti di un veicolo senza pilota, il costo per lanciare un solo chilogrammo nello spazio, si aggira intorno ai 10.000 dollari, mentre per il veicoli con equipaggio, la spesa sale a 100.000 dollari. Le milioni di tonnellate di carburante, inoltre, occupano moltissimo spazio, inquinano l’atmosfera, e comportano l’utilizzo eccessivo di risorse naturali. Ma per fortuna la prima tecnologia qui proposta è in grado di evitare tutti questi problemi.

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1. Il progetto StarTram prevede l’invio nell’orbita terrestre bassa di un treno a lievitazione magnetica, in grado di trasportare persone e merci. L’idea nasce dall’esperienza congiunta di James Powell e George Maise. Il primo è inventore, insieme a Gordon Danby, del treno a lievitazione magnetica Maglev, mentre il secondo è un ingegnere aerospaziale. Il progetto prevede la realizzazione di due treni: il primo adibito al solo trasporto di merci, che presuppone un costo di realizzazione di 20 miliardi di dollari, mentre l’altro in grado di ospitare anche i passeggeri, che verrebbe a costare un totale di 60 miliardi di dollari. Il treno dovrebbe arrivare ad una altezza di 20 km, abbassando il costo del trasporto di un chilogrammo nello spazio, da 10.000 dollari, a 50 dollari. Un turista, quindi, potrebbe fare una gita nello spazio spendendo circa 5.000 euro.

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2. Ma se il progetto StarTram vi sembra una pura utopia, aspettate di sentire cosa ha intenzione di costruire la società giapponese Obayashi. Si tratterebbe niente di meno di un ascensore spaziale che dovrebbe entrare in funzione per il 2050. Il progetto propone di costruire uno spazioporto a terra, che si collega ad una stazione spaziale in orbita geostazionaria, distante 22.000 miglia. Il cavo dovrebbe estendersi oltre la stazione spaziale, raggiungendo un estensione totale di 60.000 miglia, fungendo da contrappeso. Il tempo di viaggio necessario per raggiungere la stazione spaziale da terra, sarebbe di circa otto giorni, percorrendo 22.000 miglia ad una velocità di 125 miglia/orarie. Il terminale dell’ascensore dovrebbe ospitare laboratori e alloggi.

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3. Mentre per chi ama le gite romantiche a emissioni zero, non ci sarà niente di meglio del Bloon Balloon. Questa maxi mongolfiera riempita di elio sarà in grado di ospitare quattro passeggeri e due piloti, e a muoverla ci penserà soltanto la spinta di Archimede esercitata sulla parte inferiore del pallone. A sviluppare questo progetto ci sta pensando la società spagnola Zero2infinity. Per ora i test sono stati effettuati solo con dei prototipi, ma entro il 2015, la società spera di portare nello spazio i primi turisti. Rimane solo un problema: i 110.000 euro da sborsare.

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4. Adesso viene il turno dell’hotel spaziale russo. La Orbit Technologies, ha intenzione di rendere disponibile il primo hotel spaziale entro il 2016. L’hotel ospiterà massimo sette passeggeri, con una permanenza variabile dai tre giorni, ai sei mesi. Il prezzo di trasporto si aggirerà intorno ai 600.000 euro, senza considerare poi i 120.000 euro per una vacanza di cinque giorni nell’hotel, in cui senz’altro godrete di una vista stupenda.

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5.Mentre è dell'architetto spagnolo Xavier Claramunt, il progetto del Galactic Suite Space Resort, l'hotel spaziale ispirato ad un ventre materno. Le sue camere, infatti, non avranno angoli, ma permetteranno agli ospiti di poter vedere 15 albe e altrettanti tramonti, durante l'intera durata del soggiorno. L'hotel orbiterà a 450 km dalla terra, con una velocità di 30.000 km/h, che gli permetterà di compiere un giro completo in circa 80 minuti. Gli ospiti saranno solo quattro alla volta, e verranno accuditi dai due membri dell'equipaggio. Prima della partenza, i turisti, dovranno soggiornare tre mesi ai Caraibi per compiere gli adeguati preparativi post-lancio. Una volta sull'hotel, gli ospiti avranno delle tute di velcro, attraverso cui potranno arrampicarsi ai muri delle capsule. A questo punto se la descrizione vi ha convinto, non resta che mettere da parte 3 milioni di euro, e affrettarsi a prenotare, dato che le prenotazioni sono attive dal 2008.

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6. Se invece siete in cerca di stile, ergonomia, e igiene, un gruppo di studenti dell'Imperial College di Londra e del Royal College of Art nel Regno Unito, hanno progettato l’hotel spaziale che fa per voi. Le tecnologie e le strutture necessarie per la realizzazione del progetto sono già esistenti, e l’opera dovrebbe unirsi alla stazione spaziale internazionale. I progettisti hanno cercato di eludere il problema della sudorazione degli ospiti, progettando un abbigliamento composto da fibre naturali totalmente traspiranti. Durante la notte, inoltre, un ciclo AirMaid dovrebbe ripulire gli alloggi dalle briciole vaganti e dalle particelle di acqua.

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7. Infine, se tutte la vostre preoccupazioni sono concentrate sui micro meteoriti e sulle radiazioni solari, Robert Bigelow ha la soluzione adatta a risolvere i vostri problemi. L’imprenditore americano, che possiede la catena alberghiera Budget Suites of America, è anche il fondatore della Bigelow Aerospace, un’azienda di 50 ettari, che si trova nel deserto del Mojave. Numerose guardie armate controllano costantemente il luogo in cui viene prodotto il Bigelow Space Hotel. Il prezzo per soggiornare 30 giorni al suo interno è di 28.750.000 di dollari, ma il progetto di Bigelow ha il pregio di prevedere l’utilizzo di una tecnologia sviluppata dalla NASA, che prende il nome di Transhab, in grado di proteggere l’interno del modulo da micro meteoriti, radiazioni solari, e sbalzi di temperatura. Diversi strati di Nextel, materiale utilizzato come isolante sotto le cappe delle auto, vengono alternati da strati di schiuma a celle; e il tutto servirebbe a disperdere l’energia cinetica delle particelle che colpiscono il modulo, per evitare i problemi a loro connessi.

A quanto pare il turismo spaziale ha cominciato a stuzzicare i desideri di molti imprenditori, ma i problemi connessi ai viaggi nello spazio sono ancora molti. Non tutti hanno un fisico adatto a sopportare le enormi accelerazioni dei veicoli, né sono in grado di resistere a lungo in condizioni di zero gravità. Per non parlare poi dell’inquinamento spaziale connesso al suo turismo. Gran parte della nostra orbita, infatti, è già colma di detriti lasciati dall’uomo; che causano, oltre a problemi di inquinamento, anche una notevole pericolosità d’impatto. L’elevata velocità orbitale, infatti, rende molto pericoloso anche un detrito di piccole dimensioni. Dunque per preventivare un futuro in grado di sostenere il turismo spaziale, è necessario immaginare la produzione di nuove tecnologie, in grado di rendere i voli sempre più economici, sicuri, e puliti.

Andrea Tasselli

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