Web: crea dipendenza come le droghe

IAD

Il web è una droga, e non è solo un modo di dire. Ci sono brutte notizie per tutti quelli che non riescono a staccarsi dal proprio smartphone o pc, e sono di ordine scientifico quindi non si può trascurarle: internet modifica il cervello in profondità, ne altera la struttura fisica proprio come accade per altre dipendenze.

Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori dell’Accademia cinese delle Scienze di Wuahn guidati dal professor Hao Lei, autore di un articolo al riguardo recentemente pubblicato su PlosOne. Il team ha analizzato un ricco campione di ragazzi di età compresa fra i 18 e i 21 anni, tutti vittime di una sorta di dipendenza dal web e i suoi strumenti: social network, blog, e-mail e anche la più semplice delle navigazioni online. Su 35 giovani, 17 sono risultati affetti da Iad, ovvero Internet Addiction Disorder.

E non è tutto. I 17 ragazzi in questione sono poi stati sottoposti a risonanza magnetica, con un risultato allarmante: il loro cervello aveva subìto alcune modifiche strutturali, principalmente nella materia bianca cerebrale, ovvero quell’area che contiene le fibre nervose. Sono stati riscontrati, in particolare, segni di interruzione di queste fibre, il cui ruolo è fondamentale per la connessione con quelle aree del cervello preposte al controllo delle emozioni e al processo decisionale. Il che è quanto più o meno accade per chi soffre di altri tipi di dipendenze, come alcool e droghe.

"Nel complesso - spiega Hao Lei - i nostri risultati indicano che l'Internetdipendenza è legata ad anomalie della sostanza bianca nelle regioni del cervello che coinvolgono la nascita e l'elaborazione delle emozioni, l'attenzione, il processo decisionale e il controllo cognitivo".

Se già in passato l’argomento è emerso più volte destando preoccupazione fra genitori e dipendenti del web, la ricerca cinese ha offerto per la prima volta prove scientifiche in grado di allarmare davvero, e stavolta non si tratta semplicemente di videogiochi violenti, ma di tutte quelle attività cui non riusciamo quotidianamente a rinunciare: visitare il nostro profilo e quello altrui sui vari social network, sviscerare la posta online, trascorrere ore fra i video su youtube e così via.

Il rischio è naturalmente di ordine comportamentale, ed ha a che vedere con il controllo degli impulsi e con la socialità in generale.

Attenzione, dunque: navigate con prudenza. E conservate gelosamente le vostre relazioni reali, più che quelle virtuali.

Annalisa Di Branco

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