Le 5 emozioni che non sapevi di avere

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Gioia e rabbia, tristezza e paura, sorpresa e disgusto: queste sarebbero le 6 emozioni basilari. Sono il frutto di reazioni innate, che i nostri antenati hanno sviluppato con lo scopo di garantirsi la sopravvivenza. Proprio per questo motivo queste emozioni lasciano sui nostri visi segnali inequivocabili, simili in ogni parte del mondo. Ma non è finita qui. Nuove emozioni tentano l’entrata nel club delle elette. Lo riporta in un articolo Newscientist. Quali sono ?

L’elevazione d’animo è quell’emozione che proviamo quando sentiamo sopraggiungere le lacrime, una sensazione di formicolio dietro al collo e un generale senso di apertura verso il prossimo. Studiata dal professor Jonathan Haidt dell’University of Virginia, sembra essere un’emozione conosciuta fin dai tempi antichi in tutte le società, dal Giappone al Medio Oriente. Deriva dal coinvolgimento di un ormone, l’ossitocina, responsabile anche del rilascio del latte materno. L’elevazione non è un sentimento che ti fa correre in strada a donare i tuoi soldi in beneficenza, non comporta che le persone corrano in aiuto di perfetti sconosciuti. Casomai ti mette nella disposizione d’animo di essere più fiducioso verso il prossimo”. Non vi è un’espressione che identifica univocamente ovunque questo sentimento,forse un generale rilassamento dei tratti del viso. L’elevazione è un sentimento che inoltre si manifesta più raramente degli altri, ma con una maggiore intensità.

La testa si inclina da un lato, i discorsi si fanno più veloci e gli occhi e i muscoli della fronte e degli occhi si socchiudono. Sono i tratti distintivi della curiosità.

Lo psicologo Paul Silvia dell’University of North Carolina ritiene che la curiosità possa essere considerata come un sentimento universale, che controbilancia l’ansia di fronte a situazioni sconosciute. “Quest’ansia davanti alle situazioni non familiari è un sentimento di difesa sensato – aggiunge Silvia – ma senza il contrappeso della curiosità sarebbe disastroso, perché non ci saremmo evoluti intellettualmente”. Questa emozione ci consente di mantenerci concentrati, senza farci travolgere dalla troppa quantità di informazioni dell’età moderna.

La riconoscenza è un'altra delle emozioni che soddisfa i criteri del club delle emozioni basilari. L’espressione facciale non è stata ancora del tutto codificata – un sorriso e un’inclinazione della testa, probabilmente, – ed è un sentimento che nasce in situazioni diverse a seconda delle culture. Ci spinge però ad agire, ricompensando un gesto generoso. Ma non solo. Sara Algoe dell’ University of North Carolina ha scoperto dalle sue ricerche che la riconoscenza fa sentire le coppie più legate, crea un circolo positivo che rende soddisfacente il rapporto. Perciò tramite la riconoscenza si potrebbe aumentare la coesione sociale e la felicità.

L’orgoglio è stato spesso confuso con la superbia, il peggiore dei sette peccati capitali. Conosciamo infatti il senso di soddisfazione che ci dà aver portato a termine bene un compito. Per questo Jessica Tracy dell’University of British Columbia di Vancouver, distingue tra “orgoglio arrogante” e “orgoglio autentico”, nonostante la mimica che li esprime sia la stessa. Diversi aspetti lo rendono simile alle emozioni basilari. È un’emozione antica, presente anche nelle persone nate cieche. Ciò starebbe a indicare che è innata. In generale, l’orgoglio viene associato ad uno status di potere. Due sono i modi per esprimere il potere, che corrispondono ai due diversi tipi di orgoglio. Il primo è quello tipico del mondo animale, in cui gli esemplari più grossi e forti sono rispettati, e corrisponde nel mondo umano al bullo a al capoufficio arrogante; l’altro è collegato al rispetto che si ottiene grazie alle proprie conoscenze o abilità.

È quella sensazione che proviamo quando dall’ambiente sembrano giungere informazioni lacunose e contrastanti. Occhi socchiusi, fronte corrugata, lo smarrimento è una delle emozioni più facilmente riconoscibili dalle espressioni del viso. Fa parte della famiglia dell’interesse e della sorpresa – spiega Silvia – ci porta a cambiare il nostro modo di vedere le cose per riuscire ad apprendere qualcosa che non capiamo”. Inoltre pare che l’espressione di smarrimento porti le altre persone ad aiutare il soggetto in confusione, creando così le basi per dei solidi legami sociali.

Andrea Timillero

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