L'Europa vola nello spazio: ecco i progetti decisi dal Consiglio ministeriale

Ariane6

Si è chiuso ieri a Napoli il Consiglio Ministeriale Esa 2012. Il futuro delle missioni spaziali europee appare roseo, visto che i ministri dei 20 Stati membri dell'Esa e il Canada hanno predisposto lo stanziamento di 10 miliardi di euro per le attività spaziali per gli anni a venire.

All'incontro hanno preso parte, oltre ai rappresentanti degli stati membri, anche 7 dei 9 Stati dell'Unione europea che non sono ancora Stati membri dell'Esa (Estonia, Ungheria, Cipro, Lettonia, Lituania, Repubblica slovacca e Malta), i rappresentanti della Commissione europea, dell'Organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), la Fondazione europea della scienza, l'Agenzia europea di difesa (EDA), l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA), l'Agenzia europea GNSS (GSA) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

I ministri hanno inoltre assicurato investimenti per gli studi sul nuovo lanciatore Ariane 6, il proseguimento dello sviluppo di Ariane 5 e una crescente sinergia con il programma Vega, per il quale sono stati sottoscritti ben 85 milioni. Inoltre è stato dato il via libera all'Europa per sostenere il nuovo veicolo Orion (MPCV) della Nasa. Questa decisione è strategicamente importante per l'Europa in quanto consentirà una cooperazione tra l'Esa e la Nasa sul futuro sistema di trasporto spaziale umano.

consiglio esa

Per quanto riguarda l'osservazione dell’universo e l'esplorazione spaziale, è stato siglato l'accordo con la Russia per la missione Exomars su Marte.

I Ministri hanno concentrato gli investimenti su campi ad elevato potenziale di crescita o con un impatto diretto e immediato sull'economia, come le telecomunicazioni e la meteorologia. Per questo hanno approvato lo stanziamento di risorse negli anni 2013-2017, confermando l'impegno dell'Europa nel campo dell'osservazione terrestre e nel sostengo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). In quest'ultimo caso, spiega l'Agenzia Spaziale Italiana, il nostro paese ha sostenuto la valorizzazione scientifica e tecnologica della ISS per tutta la durata della sua vita operativa (fino al 2020).

Francesca Mancuso

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