Fine del mondo: il turismo apocalittico danneggia le rovine Maya

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Tira una brutta area in Messico. Le rovine Maya sono meta ogni anno di turisti e appassionati, ma nel corso dell'ultimo anno il flusso di persone si è notevolmente intensificato. Si tratta del cosiddetto 'turismo apocalittico'.

La febbre da fine del mondo associata alla fatidica data del 21 dicembre 2012 si è diffusa come un'epidemia, al punto da spingere un gran numero di persone a visitare i palazzi Maya del Messico e le piramidi azteche. Sì al turismo, dicono gli esperti, ma il patrimonio artistico va tutelato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una recente decisione del governo di costruire un facciata in vetro e acciaio su una porzione del Forte storico di Guadalupe a Puebla in tempo per le celebrazioni della festa dell'indipendenza messicana, che si svolgerà sabato15 settembre. Gli archeologi hanno occupato il prestigioso Museo Nazionale di Antropologia del Messico. Così a fine estate i turisti che affollano Chapultepec Park sono accolti da striscioni, petizioni e antropologi arrabbiati, scalzi, vestiti con le tradizionali tuniche bianche e armati di megafoni.

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Via Twitter gli archeologi hanno lamentato le "aggressioni contro il patrimonio" e su Facebook hanno denunciare lo sviluppo turistico di cattivo gusto e la spettacolarizzazione New Age delle antiche rovine Maya.

"I nostri monumenti nazionali sono stati violati", ha detto Felipe Echenique March, capo del sindacato che rappresenta l'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH), l'agenzia governativa incaricata di proteggere i siti storici, denunciato dallo stesso istituto. "I siti archeologici pubblici si stanno deteriorando. Dobbiamo opporci a questa distruzione."

Secondo il Consiglio di Promozione Turistica, nel 2012 il Paese riceverà circa 52 milioni di visitatori. Tanti saranno i turisti interessati alle rovine Maya. Il 21 dicembre è sempre più vicino, allora si concluderà l'era Oxlajuj Baqtun e se ne aprirà un'altra. In ogni tempio, sito archeologico o cittadina Maya di Messico, Honduras, Guatemala, El Salvador e Belize si organizzano già cerimonie celebrative che si sono tramandate nei secoli.

Fine del mondo o no.

Francesca Mancuso

Credits photos: Manuela Puleo

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