Il Nobel per la Fisica ai padri del bosone di Higgs. La Medicina premia il traffico vescicolare

Il Premio Nobel per la Fisica è stato assegnato ai padri della 'particella di Dio' (il bosone di Higgs), l'inglese Peter Higgs, 84 anni e il belga Francois Englert, 81 anni (il terzo, Robert Brout, è scomparso nel 2011). Lo ha comunicato oggi l'Accademia di Svezia, dopo aver conferito ieri il Premio per la Medicina agli americani James Rothman, Randy Schekman e al tedesco Thomas Sudhof, per le loro scoperte sul traffico delle vescicole, uno dei principali sistemi di trasporto nelle cellule.

Il bosone di Higgs è un bosone massivo e scalare che gioca un ruolo fondamentale all'interno del Modello standard, ovvero l'insieme delle teorie che, al momento, meglio descrivono la composizione della materia a noi nota e le forze che fanno interagire le particelle fondamentali.

In base a questo modello, nel 1964 Peter Higgs si mise a tavolino e teorizzò l'esistenza di un nuovo bosone. La sua presenza era necessaria per spiegare come mai le particelle fondamentali hanno una massa, e anziché schizzare nell'universo alla velocità della luce interagiscono, si attraggono l'una con l'altra e formano la materia così come la vediamo sulla Terra e negli astri.

La scoperta della cosiddetta 'Particella di Dio' e' stata ufficialmente confermata il 6 marzo 2013, nel corso di una conferenza tenuta dai fisici del Cern a La Thuile.

"50 anni di ricerca per una grande scoperta in cui il passo definitivo l'hanno fatto gli esperimenti ATLAS e CMS che al momento della scoperta erano a guida italiana". Questo il commento a caldo di Fabiola Gianotti, in collegamento dal CERN con i giornalisti presenti nelle sale della presidenza dell’INFN: "Sono molto soddisfatta ed emozionata. Questa assegnazione premia la teoria sul Bosone di Higgs, il meccanismo Brut-Englert-Higgs, ma premia di conseguenza anche la scoperta sperimentale e le migliaia di scienziati che ne sono protagonisti, tra i quali vi sono moltissimi italiani”.

Per quanto riguarda il Premio per la Medicina, Rothman, Schekman e Sudhof si sono aggiudicati il riconoscimento perché grazie ai loro studi è stato possibile scoprire come le cellule organizzano il sistema di trasporto: ogni cellula produce ed esporta molecole come ormoni ed enzimi, e per farlo ha bisogno di un sistema per trasportarle.

Le molecole vengono spostate all'interno della cellula in piccoli contenitori che si chiamano ''vescicole''. Rothman, Schekman e Sudhof hanno scoperto come funziona il sistema e come ogni ''pacchetto'' viene consegnato correttamente nella cellula.

Gli altri vincitori dei riconoscimenti assegnati dall'Accademia di Svezia saranno annunciati, come da tradizione, ogni giorno della settimana. Domani, dunque, toccherà alla Chimica. Si prosegue poi giovedì con il riconoscimento per la Letteratura, per cui i bookmakers Ladbrokes e Unibet, nella loro ultima rilevazione, danno come favoriti (5-1) gli scrittori statunitensi Philip Roth, nonostante il suo recente addio alla scrittura, Thomas Pynchon e Cormac McCharty.

Venerdì sarà assegnato il Premio per la Pace, l'unico annunciato e assegnato a Oslo e non a Stoccolma. Uno dei principali candidati è la giovane attivista del Pakistan, Malala Yousafzai. La sedicenne, che nell'ottobre del 2012 fu gravemente ferita dai talebani e venne poi trasferita in un ospedale britannico, ha già ricevuto una serie di onorificenze internazionali per le attività a sostegno della formazione per le ragazze.

In questi giorni la stampa italiana ha inoltre sollecitato l'opinione pubblica a tenere in considerazione per la Pace anche la citta' di Lampedusa, dopo l'ultima drammatica strage di immigrati. Infine, lunedi' sarà la volta dell'Economia.

Capablanca

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