Ciao Margherita

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È volata tra le stelle che tanto amava e alle quali ha dedicato la sua vita. Sabato 29 giugno Margherita Hack ci ha lasciati a causa di problemi cardiachi. Se n'è andata in silenzio, senza autocommiserazione, all'età di 91 anni, compiuti lo scorso 12 giugno. Da una settimana era ricoverata presso l'ospedale di Cattinara a Trieste. Accanto a lei il marito Aldo, insieme con lei da 70 anni. Forse ha raggiunto il suo asteroide, chiamato proprio come lei, 8558 Hack. Due anni fa ci ha accolte nella sua casa di Trieste per un'intervista poi pubblicata su NextMe.

Ci ha aperto le porte della sua casa, tapezzata letteralmente di libri e colma di riproduzioni e immagini raffiguranti costellazioni e galassie. "Non c’è nulla di romantico nel nostro lavoro" ci ha raccontato, ma abbiamo letto nei suoi occhi che non era così. "Si guarda da semplici cittadini. Per il lavoro, noi analizziamo la luce delle stelle e la interpretiamo seguendo tutte le leggi della fisica".

Ma il modo in cui ci ha raccontato la sua vita, i suoi studi e il suo lavoro, ci hanno mostrato che davvero Margherita era innamorata del cielo. E ci ha fatto vedere l'universo nel palmo della sua mano, con una semplicità che è prerogativa solo delle grandi menti. Come la sua.

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Ci ha spiegato come nascono le stelle: "Ci sono delle regioni, le nebulose, dove casualmente ci sono degli addensamenti di gas, seppur molto bassi, e ci sono delle polveri, ossia particelle minuscole formate da ghiaccio, ferro e carbonio, enormi rispetto agli atomi liberi. E risultano essere un centro di aggregazione che attirano altro materiale. Quindi si forma, per attrazione gravitazionale, da un primo agglomerato di materia, uno un po’ più grosso". E aggiunge: "Questo materiale è tenuto insieme dalla forza di gravità. Ma ci sono dei residui intorno alla stella che formano una specie di anello, chiamata nebulosa protoplanetaria, ed è da lì che nascono i pianeti".

E mette l'accento suo fatto che a suo avviso non possiamo essere gli unici ad abitare l'universo. Davanti alla grandezza del cosmo, l'uomo non è che un frammento infinitesimale. "Non c’è ragione di pensare che noi siamo speciali" ironizza. Pensare di essere soli nell'universo per lei è addirittura un'idea assurda. "Magari la vita sarà rara perché ha bisogno di tante condizioni favorevoli e, sui pianeti scoperti finora, la maggior parte non è adatta ad ospitare la vita. Per esempio, i “Giovi” sono troppo grandi e troppo caldi e troppo vicini alla loro stella. Però ci saranno anche delle Terre e, allora, se ci sono delle condizioni favorevoli, è molto probabile che quello che è successo sulla Terra succederà o è successo anche lì".

Non siamo speciali, è vero, ma tu lo eri... Ciao Margherita.

Francesca Mancuso

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