E se gli alieni non ci ascoltassero più ?

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Che rapporto potrebbe avere l'uomo con le altre forme di vita intelligenti, se esistessero? A porsi questo interrogativo sono stati gli scienziati di tutto il mondo, che questa settimana si sono incontrati all'Università di Cambridge.

Al momento i governi, dichiarano gli scienziati, non hanno alcun piano per gestire un eventuale primo contatto con altre forme di vita nell'universo.

Ma a preoccupare è un'altra cosa. Il passaggio dal'analogico al digitale ridurrà drasticamente i segnali che al momento ci rendono potenzialmente visibili agli "occhi" di forme di vita extratterestre. Frank Drake, il padre del SETI, ha spiegato che attualmente la terra è circondata da una nube di radiazioni spessa 50 anni luce, che contiene le più svariate informazioni, dall'apertura da parte di Hitler delle Olimpiadi del 1936 al tg di questa mattina.

Ma secondo Simon Conway Morris, professore di Paleobiologia evolutiva all'Università di Cambridge, la nostra "invisibilità" potrebbe essere una buona cosa. Chi può negare che gli alieni potrebbero essere bellicosi? Morris, durante la conferenza ha spiegato che "le emozioni sono parte dell'evoluzione del pensiero intelligente, così alieni possono probabilmente essere avidi, egocentrici e bellicosi come noi esseri umani".

Martin Dominik, un astrofisico presso l'Università di St. Andrews nel Regno Unito, che ha organizzato la conferenza, ha detto al pubblico che "nessun governo ha un piano per affrontare il primo contatto". Dominik quindi auspicato che siano le Nazioni Unite ad occuparsi di sviluppare il piano, dal momento che "è troppo importante per un solo paese".

Francesca Mancuso

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