La misteriosa isola su Titano apparsa dal nulla

Titano e Saturno

Nel cuore di uno dei mari di Titano c'è un'isola che appare e scompare. La luna di Saturno racchiude un mistero. Gli astronomi hanno scoperto un luminoso oggetto che nelle osservazioni precedenti non esisteva. Le immagini radar della sonda Cassini hanno osservato da vicino il Mare Ligeia, il secondo per dimensioni della luna di Saturno, e hanno scoperto la strana apparizione. E l'isola è stata soprannominata non a caso “Magic Island”.

Secondo gli scienziati della Cornell University, che hanno effettuato lo studio, potrebbe essere la prima osservazione dei processi geologici dinamici dell'emisfero nord di Titano. “Questa scoperta ci dice che i liquidi nell'emisfero nord di Titano non sono semplicemente stagnanti e immutabili, ma che si verificano cambiamenti”, ha detto Jason Hofgartner, autore principale del documento. “Non sappiamo esattamente cosa faccia apparire questa 'isola magica', ma ci piacerebbe studiarla ulteriormente.”

Titano, la più grande delle 62 lune di Saturno, è un mondo di laghi e mari. La luna – più piccola della Terra – ha molte somiglianze col nostro pianeta, per via della presenza di acqua liquida e vento e pioggia che creano paesaggi straordinariamente familiari. Sotto la sua atmosfera nebbiosa, ricca di azoto e metano, gli astronomi hanno trovato montagne, dune e laghi. Ma al posto dell'acqua, metano ed etano liquido attraversano i fiumi e i laghi.

E l'Isola Magica? La prima osservazione risale a luglio 2013, quando la regione di “Ligeia Mare” era completamente priva di anomalie. Su Titano, le stagioni cambiano su una scala temporale più lunga di quella della Terra. Nell'emisfero settentrionale della luna, l'equinozio di primavera è stato ad agosto 2009 e il solstizio d'estate arriverà a maggio 2017. Una stagione dura in media 7 anni.

Titano prima

Titano dopo

In piena primavera, così, gli astronomi hanno scovato un'isola che prima non c'era. Le ipotesi sulla sua origine sono tante. Potrebbe essersi formata durante il passaggio delle stagioni, ma potrebbero essere stati i venti dell'emisfero settentrionale a formare delle onde, che il sistema di imaging radar potrebbe aver interpretato come una sorta di isola fantasma. Ma potrebbe anche trattarsi di gas saliti in superficie. O ancora di rocce che rimangono a galleggiare.

Probabilmente, processi diversi - come il vento, la pioggia e le maree - potrebbero influenzare i laghi di metano ed etano su Titano. Vogliamo vedere le somiglianze e le differenze con i processi geologici che avvengono qui sulla Terra”, ha concluso Hofgartner.

Francesca Mancuso

Foto: Cornell

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