C'è acqua negli anelli di Saturno

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Gli anelli di Saturno hanno da sempre affascinato il mondo scientifico, sin dai tempi di Galileo, non a torto d'altronde. Questi enormi fasci di gas, dal diametro di 280mila chilometri, ci hanno spesso riservato delle sorprese. E l'ultima riguarda la loro composizione. Secondo quanto ha rilevato la sonda Cassini, insieme alla Nasa, all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e all’Esa, gli anelli di Saturno sono formati da ghiaccio. Ma cerchiamo di capire più in dettaglio.

Già dal 2004, la sonda Cassini analizza e scruta gli anelli, che Galileo nella sua prima osservazione scambiò per "orecchie". Grazie all'utilizzo di uno spettrometro italiano, il VIMS di cui l'ASI ha concesso il canale Vis, è stato notato che essi erano per il 90-95% costituiti da ghiaccio d'acqua. La restante parte conterrebbe invece anche carbonio e silicati. Ma su quest'ultimo dato non si è ancora del tutto certi.

Gianrico Filacchione, dell’Istituto Nazionale di astrofisica e coautore della pubblicazione, ha fatto alcune ipotesi: la prima riguarda la presenza negli anelli di atomi di carbonio e di ossidi di ferro. Non è il solo a pensarlo. Anche Angioletta Coradini, direttore dell’IFSI dell’Istituto nazionale di astrofisica, ritiene possibile la presenza di questi "elementi contaminanti".

In questi termini ne parla la Coradini: “Questi importanti risultati indicano che anche gli anelli di Saturno possono contenere particelle di elementi contaminanti, spiegando così in modo naturale un effetto altrimenti misterioso”.

È presto dunque per tirare le somme e dare risposte certe. Intanto, la sonda Cassini rimarrà in orbita a spiare Saturno almeno fino al 2017, cioè fino a quando la missione continuerà secondo i piani del Jet Propulsion Laboratori della Nasa, da cui è gestita. La ricerca è disponibile su Science.

Francesca Mancuso

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