Quel pianeta simile a Nettuno in cui c'è vapore acqueo

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C'è vapore acqueo nell'atmosfera di HAT-P-11b, un esopianeta circa quattro volte più grande della Terra, nella costellazione del Cigno. Con un primato: è il pianeta più piccolo per il quale gli scienziati sono stati in grado di identificare questi e altri componenti chimici nell'atmosfera.

Quest'ultima presenta vapore acqueo e idrogeno, scoperti sulla base delle analisi condotte sulle osservazioni effettuate da tre diversi telescopi della Nasa, Hubble, Spitzer e Kepler.

Come fanno gli scienziati a rilevare acqua negli esopianeti, ovvero nei pianeti al di fuori del nostro sistema solare? Essi misurano la variazione della luce, che si verifica quando un pianeta passa davanti alla sua stella ospite: è la tecnica del transito. Il materiale nell'atmosfera del pianeta assorbe parte della luce della stella. In questo modo, il pianeta appare più grande, come accade a volte al nostro sole al tramonto.

Tracciando i cambiamenti nella dimensione apparente del pianeta extrasolare e mettendoli in relazione con la lunghezza d'onda della radiazione elettromagnetica osservata dal telescopi, gli astronomi ottengono un grafico che mostra la quantità di radiazione della stella che l'atmosfera del pianeta assorbe. Tale grafico rivela le sostanze chimiche presenti nell'atmosfera del pianeta.

Così è stato anche per HAT-P-11b. Il corpo celeste ha circa 4 volte il raggio della Terra e circa 26 volte la massa. Rispetto ai pianeti del nostro sistema solare, per dimensioni è più simile a Nettuno. Ma è molto più vicino alla sua stella e quindi è molto più caldo, circa 878° kelvin, 605° C. Il pianeta ha probabilmente un nucleo roccioso ed è avvolto da uno spesso involucro gassoso formato per circa il 90 per cento da idrogeno. La sua atmosfera è senza nuvole ad alta quota, ma come il team ha scoperto, contiene tracce di vapore acqueo.

Perché gli astronomi cercano l'acqua su pianeti extrasolari? Soprattutto perché essa è fondamentale per la vita, anche se la sua presenza da sola non è sufficiente. “La molecola d'acqua è diffusa nell'universo”, ha spiegato Drake Deming, professore di astronomia della University of Maryland, che ha condotto lo studio.

La ricerca è stata pubblicata su Nature.

Francesca Mancuso

Foto: UMD via Nasa

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