Esopianeti: il posto giusto dove cercare i diamanti

pianeti diamante

Un universo popolato di pianeti ricchi di diamanti. Più numerosi di quanto si osasse immaginare. È quanto afferma un gruppo di astronomi dell'Università di Yale, negli Stati Uniti.

Alcuni di questi pianeti, tutti localizzati al di fuori del nostro sistema solare, potrebbero contenere vasti giacimenti di grafite. Questi corpi celesti, dunque, sarebbero provvisti di strati interni di carbonio, spessi anche diversi chilometri. Il carbonio è l'elemento chimico alla base della composizione dei diamanti.

Nel 2012, l'astronomo Nikku Madhusudhan aveva annunciato la scoperta di un pianeta di diamanti grande due volte le dimensioni della Terra, in orbita attorno ad una stella nella costellazione del Cancro. Secondo quanto affermava Madhusudhan circa la composizione di questo pianeta roccioso extrasolare, chiamato 55 Cancri, il 30 per cento era costituito proprio da diamanti.

Tuttavia, i ricercatori di Yale non sembrano nutrire molto interesse riguardo alla “preziosità” di questi pianeti extrasolari e né per la possibilità che essi possano ospitare la vita. "Nonostante la quantità relativamente piccola di carbonio presente sulla Terra, esso è stato fondamentale per l'origine della vita", ha dichiarato John Moriarty, uno degli autori della ricerca. E, in effetti, i pianeti cosiddetti di diamanti sono ricchi di carbonio, ipotesi che apre la possibilità della presenza di vita, specialmente se vi è presente anche acqua allo stato liquido. “È ancora una questione aperta. Ci chiediamo come il carbonio influenzerà l’abitabilità dei pianeti extrasolari. Ci auguriamo che i nostri risultati stimolino l'interesse nella ricerca per rispondere a queste domande", conclude Moriarty.

diamanti esopianeti

La presenza di esopianeti con livelli elevati di carbonio, quindi, solleva una serie di questioni relative alla possibilità di trovare vita oltre i confini del nostro sistema solare. Questo elemento andrebbe a costituire per tre quarti la massa di questi pianeti, rispetto allo 0,005 per cento della Terra. Il team di Yale ha sviluppato un modello avanzato per stimare la composizione dei pianeti extrasolari. I modelli precedenti erano basati su immagini statiche. Al contrario, il nuovo modello esamina le variazioni nella composizione del disco di pari passo con “l'invecchiamento” del pianeta stesso. In tal modo si è scoperto che determinante è il rapporto carbonio/ossigeno: se superiore a 0,8, infatti, i pianeti ricchi di carbonio possono formarsi più lontano dal centro del disco.

Oltre alle inevitabili domande sulla presenza di vita, l'apparente abbondanza di questi pianeti extrasolari genera anche nuove questioni riguardo le implicazioni di ambienti ad alta intensità di carbonio sul clima, la tettonica a placche e gli altri processi geologici.

Se i migliori amici delle donne sono i diamanti, dunque, l'Universo è il posto giusto in cui cercare!

Federica Vitale

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