Voci dall’universo: i pianeti possono essere ascoltati

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Mentre Keplero continua a setacciare il cielo in cerca di nuovi pianeti, dal Galles arriva un metodo alternativo per scrutare l’universo: i Lofar. Se infatti fino ad oggi la variazione della luminosità delle stelle era il solo modo (o quasi) di individuare corpi sconosciuti nello spazio, con radiotelescopi potenti come i Lofar, appunto, è possibile catturare le onde elettromagnetiche emesse dalle aurore boreali di esopianeti.

Queste emissioni radio, infatti, viaggiano indisturbate nello spazio e possono oggi essere intercettate grazie ai risultati di una ricerca condotta dall'Università di Leicester, recentemente presentati presso un convegno della Royal Astronomical Society: la novità, che ha già di per sé un fascino del tutto nuovo, comporta interessanti conseguenze in campo astronomico, poiché amplia il raggio della ricerca nell’universo. Se infatti il metodo del ‘transito’ ha già scovato oltre 1200 potenziali pianeti di passaggio dinanzi alle stelle (al punto che su Plunethunters è persino possibile contribuire alla ‘caccia’), vale la pena sottolineare che ciò è stato possibile grazie alla vicinanza fra gli uni e le altre. Non c’è in effetti la possibilità di individuare mondi che orbitano a grandi distanze dalla stella madre, o almeno non c’era fino ad oggi.

Con i Lofar, una rete composta da ben 25mila piccole antenne ultrasensibili distribuite su vari paesi d’Europa e connesse tramite fibra ottica, è possibile individuare corpi anche più isolati nello spazio.

E non è tutto. Secondo Stelio Montebugnoli e Cristiano Cosmovici dell’INAF-Istituto di Radioastronomia di Bologna, le potenzialità dei radiotelescopi vanno ben oltre le considerazioni appena fatte: l’ascolto delle onde radio permetterebbe infatti non soltanto di intercettare nuovi pianeti, ma anche di raccogliere informazioni sulle forme di vita eventualmente presenti al loro interno.

Ci sono dunque grandi aspettative in proposito, perciò non ci resta che attendere i primi dati delle ‘voci dell’universo’, sempre che l’ascolto permetta di registrarne di significativi.

Annalisa Di Branco

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