Meteoriti sulla Terra: più pericolosi del previsto

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Meteoriti verso la Terra: quanto siamo in pericolo? Pare tanto, se si considerano i dati sulla potenza, ma anche sulla traiettoria e l'origine del meteorite che il 15 febbraio 2013 è esploso sulla città di Chelyabinsk, in Russia (paragonato a circa 30 volte la bomba di Hiroshima).

Tutti numeri pubblicati in ben tre articoli apparsi su Nature e su Science, che, attraverso analisi coordinate da Jirí Borovicka, dell'Accademia cecoslovacchia delle Scienze, Peter Brown dell'università canadese Western Ontario, e Olga Popova, dell'Accademia di Scienze Russa, pongono la necessità di rivalutare tutte le reali probabilità di impatto dei meteoriti sul nostro pianeta.

Secondo gli autori dello studio, gli oggetti con diametro superiore a 10 metri potrebbero essere 10 volte più numerosi di quanto si pensi. Una parte della comunità scientifica pone però un dubbio: "dire che oggetti con diametro superiore a 10 metri potrebbero essere 10 volte maggiore di quanto si pensi mi lascia un po' perplesso, è un dato che va certificato attentamente", smorza così i toni drammatici Andrea Milani, dell'Università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra.

"Finora la fisica della caduta dei meteoriti era stata solo teorica, ma per la prima volta un evento di questo tipo (l'impatto di Chelyabinsk) è stato ripreso in diretta da moltissime persone e da più angolazioni", dice Ettore Perozzi, responsabile delle operazioni del Centro Neo (Near Earth Object) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). I dati prodotti, ha aggiunto, "sono migliori dei test che si possono fare in laboratorio, dove per esempio non si posso raggiungere velocità di 18 chilometri al secondo, e ci fanno compiere un grosso balzo nella conoscenza su questi eventi".

Ma cosa è successo realmente a Chelyabinsk? Innanzitutto, l'asteroide in origine aveva un diametro di 19,8 metri. L'onda d'urto provocata dalla detonazione nell'atmosfera si sarebbe formata a circa 90 chilometri di altezza, mentre la palla di fuoco sarebbe diventata più luminosa e calda a circa 30 chilometri, quando l'oggetto si è fatto a pezzi. Secondo i dati raccolti, tre quarti del meteoroide sarebbero evaporati proprio lì, mentre la maggior parte del resto si è trasformato in polvere e meno dello 0,05% è finito a terra. Tra questi, è stato ritrovato un frammento di 650 chilogrammi nel lago Chebarkul.

Germana Carillo

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