Luna: una collisione planetaria alla sua origine

lunar origin

È accaduto 4.53 miliardi di anni fa. Un pianeta delle stesse dimensioni di Marte si sarebbe scontrato con la Terra e, dall'impatto, sarebbe nata la Luna. La nuova ipotesi della collisione planetaria per la formazione del nostro satellite unisce una buona fetta del mondo scientifico. Tale studio verrà pubblicato nella prossima uscita di Icarus ed è già reperibile sui sito web ArXiv.org.

Un gruppo di astronomi dell'Università di Berna, guidati da Andres Reufer, avrebbe sviluppato una simulazione al computer nella quale sarebbero state esaminate le dinamiche dell'impatto di 550 mila particelle e sarebbero stati così valutati angoli, composizioni planetarie e velocità di ogni singolo elemento che abbia preso parte a questa collisione cosmica.

Grazie alla simulazione, si è potuto constatare come il pianeta che avrebbe colpito la Terra fosse proiettato sulla sua rotta ad un'altissima velocità e, proprio a causa di questa, potrebbe aver surriscaldato i frammenti ad una temperatura fino a 10 mila gradi. Subito dopo l'impatto, si sarebbe creato un miscuglio confuso di materiali fra quelli del nostro pianeta e gli altri del pianeta impattante. Sarebbe proprio la risultante di questo mix di materiali a rivelare la composizione isotopica della Luna.

Inoltre, l'elevata velocità potrebbe avere accumulato alcuni detriti in un oggetto che, secondo la comunità scientifica, potrebbe ancora fluttuare nel sistema solare. L'impatto, infatti, avrebbe avuto una violenza tale da rivelarsi nettamente superiore rispetto a quanto si ipotizzava nelle precedenti teoria circa la formazione lunare.

Ad ogni modo, questa teoria ha un carattere decisamente interessante per l'astronomo Michael Ireland, della Macquarie University di Sydney. Essa ammetterebbe una provenienza molto remota del pianeta impattante. Ipotesi, quest'ultima, finora supposta, ma non in termini così decisi. Nonostante ciò, lo scenario che si sarebbe venuto a creare in seguito alla collisione, non avrebbe avuto calore a sufficienza da mescolare il materiale terrestre con quello del pianeta remoto. “Si svilupparono energie molto alte durante questa collisione planetaria, tanto che le rocce si mescolarono e vaporizzarono”, sostiene Ireland. “Così non c'è bisogno della teoria dell'impatto 'colpo-e-rimbalzo' per ottenere temperature tali per spiegare la ragione di entrambi i mondi”.

Federica Vitale

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