Vita aliena: dipende dalla distanza tra il pianeta e il suo sole

distanza planetaria

Secondo gli scienziati planetari, la distanza tra i pianeti e quella dalla propria stella madre potrebbe influire sulla creazione delle condizioni ideali allo sviluppo della vita. Alla luce di questa considerazione, dunque, quale dovrebbe essere la giusta composizione chimica della stella madre?

La risposta è riconducibile ad uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters nel quale si parte dall'assunto che la presenza in quantità considerevoli di carbonio, magnesio, sodio e silicone potrebbe costituire la giusta condizione affinché si possano evolvere alcune forme di vita. Questo perché il mix di ciascuno di questi elementi rendono la stella più fredda e, di conseguenza, la sua evoluzione è più lenta. Sono proprio i pianeti presenti nella cosiddetta "zona abitabile", infatti, quelli ad essersi evoluti più lentamente.

In particolare, l'ossigeno è l'elemento più importante nel determinare quanto tempo i pianeti appena formati impiegheranno ad evolversi attorno alla propria stella madre. Se il Sole, per esempio, la nostra stella, avesse una scarsa abbondanza di ossigeno, la Terra sarebbe stata costretta a lasciare la zona abitabile già un miliardo di anni oro sono. Ossia ancor prima che gli organismi si formassero e facessero la loro comparsa sul pianeta.

La ricerca, oggi, è concentrata sulla scoperta di altri pianeti, al di fuori del nostro Sistema Solare, le cui caratteristiche siano quelle idonee ad ospitare nuove forme di vita. Che sia solo molecolare o intelligente, quel che che importa è rispondere alla fatidica domanda: siamo soli nell'universo?

Nello specifico, la zona abitabile in un sistema planetario favorirebbe teoricamente la presenza di acqua allo stato liquido e, ovviamente, la vita. E, secondo il più recente studio, la distanza del pianeta è posta in relazione alla tipologia della classe stellare. L'acqua liquida è considerata l'elemento fondamentale per la nascita della vita e costituisce la condizione necessaria affinché questa sia presente. Al momento, infatti, non è nemmeno ipotizzabile la presenza di vita in pianeti di tipo gassoso.

Inoltre, affinché ci siano le condizioni necessarie di abitabilità, è altrettanto indispensabile che abbiano una certa massa per poter trattenere l'atmosfera e permettere all'acqua di rimanere allo stato liquido. Infine, per scongiurare dislivelli di temperatura troppo elevati, l'orbita planetaria deve essere regolare.

Nel cosmo la vita ha bisogno che siano soddisfatte queste caratteristiche. È possibile, dunque, che solo la Terra sia idonea ad ospitare la vita?

Federica Vitale

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