Giove: i suoi simili indicano la presenza di vita nell'universo?

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Esopianeti, non sono tutti uguali e per scoprire se i pianeti che popolano l'universo possano ospitare la vita occorre cercare tra quelli simili a Giove. Si tratta dei cosiddetti "hot Jupiter", i corpi celesti che hanno una maggiore probabilità di essere individuati anche per via delle loro dimensioni.

Ma non solo. Non tutti i pianeti simili a Giove sono uguali tra loro. Come fare allora a stabilire quali? Un team di ricerca guidato da Jason Steffen, del Fermilab Center for particle Astrophysics, dopo aver analizzato i dati raccolti nel corso della missione Kepler, ha scoperto che nessuno dei 63 cosiddetti hot Jupiter system, segnalati dalla sonda della NASA ha mostrato segni che possano evidenziare l’esistenza di pianeti simili.

Secondo quanto spiega l'Istituto Nazionale di Astrofisica, non è affatto certa l'esistenza di pianeti con tali somiglianze, ma potrebbe anche trattarsi di corpi troppo piccoli, difficili da individuare anche per la potente sonda Kepler. E c'è anche un'altra ipotesi. La difficoltà nel localizzarli potrebbe essere causata dalla configurazione delle loro orbite, che potrebbe rendere invisibili i pianeti compagni.

Spiega l'Inaf: "In ogni caso, zero su 63 sono davvero pochi: come dire, uno hot Jupiter, più che rivelare la presenza di altre Terre, sembra rappresentare il segnale ideale per suggerirne l’assenza".

Ma non tutto è perduto. Migliori possibilità sono quelle fornite da altri tipi di giganti gassosi. Passando infatti dai sistemi hot Jupiter a quelli hot Neptune, ossia di quelli formati da pianeti grandi più o meno come Nettuno, il numero di potenziali "compagni" sale a 2 su 222.

"L’implicazione di questi risultati è che i sistemi con pianeti simili alla Terra si formano in modo diverso rispetto ai sistemi di tipo hot Jupiter", ha spiegato Alan Boss della Carnegie Institution, fra i coautori della ricerca.

"La nostra ipotesi è che i 'Giove bollenti' si formino inizialmente lontano dalla loro stella, per poi migrare verso di essa in un secondo tempo. E sarebbe proprio questa migrazione a impedire la formazione di pianeti simili alla Terra. Se il nostro Sole avesse avuto un 'Giove bollente', non saremmo qui".

Lo studio è stato pubblicato su Pnas.

Francesca Mancuso

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