L'aurora australe vista dalla ISS

Aurora australe

La posizione privilegiata della Stazione Spaziale Internazionale, in orbita bassa a circa 400 km dal nostro pianeta, permette di realizzare fotografie della Terra davvero spettacolari. Una delle ultime è quella realizzata dall’astronauta olandese dell’ESA André Kuipers, che ritrae un’aurora australe vista dallo spazio.

La maggior parte delle immagini sono state scattate attraverso la “Cupola”, la nuova finestra sullo spazio, di costruzione italiana, da poco installata sull’ISS: grazie alla sua struttura semisferica, oltre ad offrire un punto d’osservazione privilegiato sulla Terra, la Cupola consente agli astronauti di effettuare controlli a vista e monitorare le fasi di attracco.

La fotografia di André Kuipers, arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel dicembre 2011 per una missione di oltre 6 mesi all’interno del programma PromISS, ritrae l’aurora australe, detta anche “Luce del Sud”, l’equivalente nell’emisfero australe (tra l’Australia e l’Antartide) della più famosa aurora boreale.

Il fenomeno dell’aurora, visibile nelle regioni polari, consiste in un’emissione di luce dall’alta atmosfera: un’emissione che può assumere colori molto vivaci (bianco, rosso, giallo, verde) e le forme più diverse (ad arco, a raggi, a corona, a drappo). Dal punto di vista scientifico il fenomeno dell’aurora è legato alle emissioni solari: le particelle ad alta energia provenienti dal Sole, quando raggiungono la Terra, vengono deflesse dal campo magnetico terrestre verso i poli, scivolando lungo il bordo della magnetosfera.

Quando le particelle arrivano ai poli e penetrano nell’atmosfera (e ciò avviene solo in alcuni casi), esse eccitano gli atomi di azoto e di ossigeno; sono questi ultimi che, per tornare allo stato di normalità, emettono luce di diversi colori. Negli ultimi mesi le aurore risultano più intense a causa del risveglio del Sole, che ultimamente sta producendo un aumento dei brillamenti e delle tempeste solari, fenomeni che nel prossimo futuro sembrano destinati a crescere ulteriormente.

Antonino Neri

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