Spazzatura spaziale, è sempre in aumento

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Aumenta la quantità di spazzatura, anche nello spazio. Sono infatti stimati attorno ai 19 mila gli oggetti che vagano nell'orbita terrestre. E di essi sono solo 380 i satelliti in funzione sui 900 ancora tutti interi.

A lanciare l'allarme sull'immensa mole di rifiuti spaziali è il Centro Nazionale di Studi Spaziali francese (Cnes). Anche il Comitato dell'Onu per l'Utilizzo pacifico dello spazio, lo scorso anno, aveva tentato invano di trovare una soluzione comune, durante l'incontro svoltosi a Vienna.

Pur non essendo la zona più ricca di spazzatura, l'orbita geostazionaria (che si trova a 36 mila chilometri di altitudine) è quella più "frequentata", contando ogni anno 200 nuovi arrivi. La maggioranza della spazzatura si trova però nelle orbite più basse, in cui sono presenti anche numerosi satelliti scientifici di osservazione e la Stazione Spaziale Internazionale "Alpha".

Secondo gli esperti, due sarebbero le possibili strategie. La prima riguarda il recupero dei rifiuti, coadiuvato da una quanto più esatta localizzazione dei frammenti vaganti, limitando così il rischio di eventuali collisioni. La seconda soluzione invece consiste nell'individuazione e nella comunicazione da parte dei Paesi membri dell'esatto posizionamento dei propri satelliti, anche militari, o di eventuali rifiuti, in modo da evitare gran parte della dispersione dei frammenti.

A tal fine, l'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Space Situational Awareness, con funzioni di soerveglianza. Ma non basta. Gli studiosi infatti sostengono che sia necessario un sistema globale integrato. Tale iniziativa al momento è stata appoggiata solo dagli Stati Uniti e dalla Francia, ma niente di ufficiale.

Francesca Mancuso

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