Esopianeti: come scoprire se ospitano gli alberi?

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È possibile individuare la presenza di alberi sugli altri pianeti? La domanda suona un po’ bizzarra. Ma è al centro di uno studio condotto dall’Università di Oxford in cooperazione con quella di Princeton. La risposta dei due portavoce, rispettivamente Christopher Doughty e Adam Wolf, pare essere affermativa. Da quanto risulta, infatti, se un albero dovesse cadere, noi potremmo accorgercene.

L’evidenza deriverebbe dal fatto che l’ombra generata dagli alberi cambierebbe il grado di luminosità che un pianeta riflette quando orbita attorno alla sua stella. Infatti, quando questi si trova alle spalle della propria stella, gli alberi emetterebbero meno ombra; al contrario, ponendosi davanti ad essa, l’ombra aumenterebbe se osservata dalla prospettiva terrestre. Saranno le future generazioni di telescopi a fornirci gli effettivi cambiamenti di luminosità.

Sulla Terra le piante ed alcuni microbi riflettono una parte della luce che li colpisce; molto probabilmente perché questo causerebbe loro un surriscaldamento durante tutta la fase di fotosintesi. Questa considerazione rende veritiera l’ipotesi che alcuni esopianeti possano ospitare tracce di vita, come le piante. Osservando lo spettro di emissione di una pianta, esiste un picco assai tipico, definito in inglese ‘red edge’, limite rosso, usato per lo studio dello stato di salute nel mondo vegetale.

Questa tecnica innovativa aiuterà gli esperti a distinguere tra quei mondi caratterizzati dalla presenza di vita fotosintetica, come alghe o batteri, e quelli in cui la lotta per la luce e l’acqua produce un’evoluzione di forme di vita ramificate, come ad esempio gli alberi.

Nancy Kiang, del Nasa Goddard Institute for Space Studies di New York, si orienta verso la cautela di tali affermazioni. Infatti, la scienziata sosterrebbe che anche i rilievi planetari possono produrre il medesimo effetto. Per questo potrebbe risultare facile confondersi e parlare di forme di vita vegetali come gli alberi.

Decisa e determinata la contro risposta di Wolf, il quale dichiara che meno dell’1 per cento della superficie terrestre misura una pendenza di 45 gradi. Dunque, sarebbe del tutto argomentabile l’ipotesi che un pianeta con caratteristiche simili a quelle terrestri possa ospitare strutture geologiche appuntite.

Federica Vitale

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