Gli scienziati riproducono il dolore in provetta

dolore provetta

Riprodotto il "dolore in provetta". E, nel far ciò, gli scienziati hanno “semplicemente” convertito le cellule della pelle in neuroni sensibili.

Le cellule nervose generate in laboratorio rispondono ad una serie di tipi diversi di stimolazione del dolore, anche fisico, come l'infiammazione cronica o quello dovuto agli effetti della chemioterapia. In futuro, dunque, questi risultati potrebbero essere utilizzati per studiare le origini del dolore al fine di sviluppare migliori farmaci antidolorifici.

Il lavoro giunge ad un punto di svolta dopo anni di tentativi falliti nella produzione delle cellule nervose da quelle staminali embrionali, ovvero cellule “immature” o a "tabula rasa" che hanno il potenziale di diventare qualsiasi tessuto del corpo.

Un traguardo ottenuto grazie allo sviluppo della tecnologia, che ha permesso alle cellule ordinarie della pelle di essere riprogrammate e "indotte" a mutarsi in cellule staminali. Lo studio si deve ad un team guidato dal dottor Clifford Woolf, della Harvard Medical School, il quale ha utilizzato un cocktail di "fattori di trascrizione", ossia proteine che controllano l'attività dei geni, per trasformare le cellule di topo e della pelle umana direttamente in neuroni preposti alla sensazione del dolore.

I ricercatori, quindi, sono stati in grado di modellare l'ipersensibilità al dolore provato dai pazienti che hanno donato le proprie cellule della pelle a scopi scientifici di ricerca. "Penso che la capacità di produrre i neuroni del dolore umano sia molto importante; inoltre, il nostro fallimento con le cellule staminali embrionali ci ha portato a lavorare con i campioni di tessuto adulto, rendendo la tecnologia clinicamente più rilevante e semplice da un punto di vista della raccolta da pazienti affetti da diversi tipi di dolore".

I ricercatori hanno prodotto "nocicettori", cioè terminazioni nervose sensoriali che rispondono a stimoli potenzialmente dannosi per l'invio dei segnali di dolore al midollo spinale e al cervello. "I nostri risultati mostrano come i neuroni derivati con importanti caratteristiche di nocicettori primari possono essere generati e utilizzati come modello per 'il dolore in provetta'".

Federica Vitale

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