Berkelio: l'elemento chimico che si comporta come se venisse da un altro Universo

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Il Berkelio, elemento chimico estremamente raro, non obbedisce alle regole della fisica quantistica, la "Bibbia" della chimica atomica. Ed è per questo che, secondo gli scienziati di diverse università statunitensi, si comporta come se provenisse da un altro Universo.

Berkelio, Californio, Einsteinio, Fermio: solo alcuni di elementi chimici che in realtà non esistono in natura, ma sono comunque elencati nella Tavola Periodica degli Elementi. l'"alfabeto" della chimica, ovvero l'insieme di tutti i componenti delle sostanze conosciute (e potenzialmente sconosciute), ordinati secondo precise regole.

Questi elementi, tutti situati nella parte bassa della Tavola Periodica, sono in realtà stati sintetizzati in laboratorio, portano i nomi degli scienziati che per primi li hanno creati (il Berkelio da U.C. Berkeley) ma sopratutto hanno una vita molto corta (alcuni di loro pochi secondi o anche meno), a causa della loro radioattività, la tendenza ad emettere particelle, "sfaldando" il loro nucleo e generando, di fatto, elementi diversi (spesso noti).

Tutti molto rari, se non inesistenti di fatto, tutti molto "instabili" e tutti con caratteristiche particolari. Ma il Berkelio ha qualcosa in più: non obbedisce a tutto quel catalogo di regole che comunque accomuna tutti gli elementi chimici, da quelli naturali e abbondanti a quelli più rari, inserite nella complessa quanto affascinante branca della scienza chiamata fisica quantistica.

"Sembra come essere in un Universo alternativo, in quanto semplicemente non si vede la chimica che si vede tutti i giorni" ha spiegato Thomas Albrecht-Schmitt, ricercatore presso la Florida State University e co-autore del lavoro.

Gli elettroni del Berkelio, in particolare, non si sistemano attorno al nucleo come fanno gli elementi più leggeri e noti, ma sopratutto, non appena iniziano a muoversi molto rapidamente attorno ai loro nuclei carichi, tendono a diventare più pesanti. Questa peculiarità, paradossalmente, fitta molto bene con la Teoria della Relatività di Einstein, che però si applica all'Universo su più larga scala.

La ricerca per ora "si ferma" al paradosso, ma, come sanno gli scienziati, spesso dai paradossi si ricavano teorie più generali che potrebbero portare, in futuro, ma scoprire qualcosa di veramente importante sulle nostre origini.

Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of the American Chemical Society.

Roberta De Carolis

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