La pasta del 2050 sara' scotta: colpa dei cambiamenti climatici

pasta scotta-anidridecarbonica

La pasta del futuro? Dimenticate di mangiarla al dente. La causa sarà l’inquinamento che ne impedirà la consueta cottura all'italiana. Un recente studio, infatti, conferma di aver calcolato piuttosto precisamente il momento preciso in cui ciò avverrà. Si ipotizza il 2050, data che decreterà la fine ineluttabile della cottura che il mondo che invidia.

Ma perché tutto ciò? Colpa dell’anidride carbonica, che tenderà ad aumentare e, da tale data, decreterà una percentuale maggiore del 20 per cento nella "scottura" del nostro piatto di pasta.

Il grano conterrà, infatti, un minor quantitativo di proteine nel frumento, ovvero il fattore determinante per non far scuocere la pasta. La ricerca rivela, dunque, che l’aumento del tasso di CO2 saliràn del 30/40 per cento nei prossimi 40 anni. Inoltre, l'aumento di grano sarà inversamente proporzionale al contenuto proteico. Aspetto, questo, che ne determina una più difficile digeribilità. Lo confermano gli esperti del centro di ricerca del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), secondo i quali la maggior quantità di CO2 sarà in grado di fare aumentare le intolleranze alimentari. E proprio per il cambiamento di glutine.

A quanto pare, a provocare alle future generazioni questo poco succulento inconveniente sarà l’aumento dell’anidride carbonica presente nell’aria. Che, a lungo andare, determinerà anche il cambiamento dell’alimentazione. Lo smog delle nostre città infatti, sarà presente nell'aria che respiriamo in dosi più massicce di quelle attuali. E ciò porterà alla drastica riduzione delle proteine nel grano duro, sebbene quest'ultimo conoscerà un significativo aumento della produzione, ma subirà uno netto peggioramento della sua qualità.

Cosa fare, dunque? Il primo passo è ovviare al problema cercando di diminuire l’immissione di anidride carbonica nell’aria. Anche perché non sarà solo la pasta sulle nostre tavole ad avere la peggio, ma si verificheranno problemi molto più gravi, come lo scioglimento dei ghiacciai e l'accentuarsi dei disturbi respiratori tra bambini ed anziani.

Federica Vitale

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