I 7 insetti che potremmo mangiare in futuro

mangiare insetti

E se in futuro dovessimo essere costretti a mangiare gli insetti? Che siano fritti, bolliti o arrosto, confessiamolo pure, l'idea non ci entusiasma. Eppure, visto il numero crescente della popolazione mondiale, che da 7 miliardi potrebbe presto passare a 8, presto potremmo avere proprio necessità di magiare succulenti piatti a base di insetti.

A tal riguardo, è proprio la FAO, Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, a rendere nota la possibilità grazie ad un rapporto intitolato “Edibile Insects: Future Prospects for Food and Feed Security”. In questo documento, si delineano i benefici che ne potremmo trarre da un'alimentazione a base di insetti. E non solo. Ovviamente, a giovarne, anche la salute ambientale. Ma tra lo scetticismo e la curiosità, quali potrebbero essere le creature “commestibili”? Sono 7 ed ognuno con una propria peculiarità. Buon appetito!

Bruchi Mopane

Per mangiare questi bruchi occorre recarsi in Africa. È qui, infatti, che la raccolta produce milioni di dollari ed è eseguita da donne e bambini. Come mangiarli? Bolliti, salati ed essiccati al sole. Possono essere conservati senza il bisogno di frigorifero e per diversi mesi. Il loro contenuto di ferro è equiparabile ad una bistecca, ma sono ricchi anche di calcio, fosforo, zinco, manganese e sodio. Un vero toccasana, insomma.

Chapulines

Si tratta di cavallette della famiglia del Sphenarium. Sono tipiche del sud del Messico. E la loro resa migliore è quando sono servite arrosto e condite con aglio, succo di lime e sale o il tipico guacamole messicano. Secondo i ricercatori, l'uso di queste cavallette è utile non solo ai fini nutritivi, ma anche come potente propellente contro altri tipi di insetti. Un buon espediente naturale per eliminare i rischi connessi ai pesticidi spray.

Bruco

Il bruco è l'alimento tipico della dieta aborigena. Se mangiato crudo, c'è chi sostiene che il sapore sia simile a quello delle mandorle. Se cotto, ricorda il sapore del pollo arrosto. Ad ogni modo, come lo si voglia assaporare, il bruco è ricco di omega 9, determinante nella nostra dieta. Per accaparrarsi una consistente dose di bruchi, basta scavare nel terreno, visto che esso si nutre delle radici degli alberi australiani come l'eucalipto e la mimosa nera.

Termiti

Le abbiamo dappertutto: in casa o in giardino. Ma se vogliamo sbarazzarcene, basta seguire l'esempio di chi, come in Sud America e in Africa, le cucina al vapore in foglie di banano. I valori nutrizionali di un piatto di termiti vanno da un 38 per cento di proteine per le specie generiche, a un 64 per cento per quelle più “pregiate” venezuelane. Tra gli altri fattori nutritivi, sono ricche anche di ferro, acidi grassi e calcio.

Punteruolo africano

Per il punteruolo africano occorre scavare nei tronchi delle palme. Essendo molto grasso, è una prelibatezza se consumato cottio ma alcune tribù africane lo mangia anche crudo. Anche il punteruolo africano è ricco di potassio, ferro e fosforo, oltre agli acidi grassi polinsaturi.

Cimici

Consumate in tutta l'Asia, il Sud America e l'Africa, le cimici sono una ricca fonte di nutrienti tra cui proteine, ferro, potassio e fosforo. Per il loro caratteristico odore non proprio gustoso, esse vengono consumate cotte in modo tale da poter eliminare le secrezioni maleodoranti. Possono essere arrostite o essiccate al sole, ma c'è anche chi le usa come pesticida dopo averle bollite.

Coleottero

Per gustare il coleottero non occorre andare lontano. Basta prenotare un biglietto aereo per l'Olanda. Sono detti anche “vermi della farina” e sono ricchi di rame, sodio e ferro. Oltre ad un elevato numero di grassi polinsaturi.

Federica Vitale

Image Credit: LiveScience

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