IBM, al lavoro sui pannelli solari del futuro

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È stato calcolato che basterebbe ricoprire il 2% della superficie del Sahara con dei pannelli solari per fornire tutta l’energia necessaria a coprire il fabbisogno dell’intero pianeta terra. Impossibile? Allo stato attuale si, purtroppo. In effetti la tecnologia in questo campo ancora non consente di costruire pannelli abbastanza efficienti a costi ragionevoli e con una resa sufficiente. Ma IBM, in collaborazione con la Airlight Energy e la Swiss University, sta sviluppando un sistema in grando di concentrare, in media, la potenza di 2000 soli su centinaia di chip di un centimetro di lato.

Il prototipo chiamato High Concentration PhotoVoltaic Thermal (HCPVT) utilizza un grosso disco parabolico fatto di diversi specchi e “pilotato” da un sistema di puntamento che è in grado di direzionarlo sempre nella posizione ottimale rispetto al sole. Una volta allineato, la luce solare viene riflessa dagli specchi su dei microchip che sono letteralmente raffreddati ad acqua attraverso un sistema di microtubi.

Ogni chip è in grado di convertire circa 250 watt di media in una giornata di 8 ore di luce in zona soleggiata. La cosa incredibile è che l’acqua di raffreddamento, che circola in un sistema di microtubi ispirato al sistema circolatorio umano e testato sui moderni computer ad alta efficienza, può anche essere utilizzata per il consumo umano.

Infatti l’acqua raggiunta una temperatura di 90° viene utilizzata per desalinizzare 30-40 litri di acqua salata per metro quadro di superficie ricevente al giorno. Con un impianto solare abbastanza esteso si potrebbe anche fare fronte al fabbisogno giornaliero di un piccolo centro. Inoltre la tecnologia utilizzata, poco dispendiosa in termini economici, consentirebbe un costo di appena 250 dollari al metro quadro, cioè più di tre volte in meno degli attuali sistemi in essere. Il risultante costo per kilowatt ora (KWh) sarebbe dunque di circa 10 centesimi di dollaro.

Andrea Pallini

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