Egitto: un robot trova nuovi geroglifici nella Piramide di Giza

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Sono dei misteriosi geroglifici in vernice rossa e sono stati rinvenuti all'interno della grande piramide di Giza grazie ad un robot provvisto di macchina fotografica. Questi geroglifici dal colore vermiglio sono impressi sul pavimento e, secondo un'analisi matematica, si tratterebbero di semplici numeri.

Il mausoleo data 4.500 anni fa e fu costruito per il faraone Cheope, noto anche come Khufu. L'imponente tomba è la maggiore di tre strutture presenti sull'altopiano di Giza, alla periferia de Il Cairo. Gli archeologi, in passato come oggi, si interrogano sulla funzione delle tre piramidi scoperte nel 1872.

I geroglifici scoperti di recente sono stati resi noti il mese scorso con la pubblicazione dello studio su Des Annales du Service de l'Egypte. L'ingegnere ideatore del robot archeologo è Rob Richardson, dell'Università di Leeds. Così Spiega: "Ci sono molte domande senza risposta che generano queste immagini. Perché c'é qualcosa di scritto in questo spazio? Cosa dice la scrittura?"

Le immagini che il robot ha portato alla luce raffigurano tre figure in ocra rossa dipinte sul pavimento di una camera situata al termine di un tunnel. Il robot, denominato Djedi in onore dell’indovino consultato dal faraone Khufu durante la fase di costruzione della piramide, è giunto dove nessun occhio umano è mai riuscito a giungere. Altri robot, in precedenza, avevano esplorato questi ambienti inviando immagini all'esterno. Ma Djedi si è spinto un pò oltre, ossia nei pressi della camera della regina. Qui il mistero è ancora tutto da svelare.

Molte domande si sollevano riguardo la numerosa presenza di tunnel all'interno della piramide. Quale funzione potessero avere ė ancora tutta da spiegare. Forse una funzione simbolica, forse hanno una spiegazione religiosa o semplicemente strutturale. Inoltre, la loro perlustrazione può essere possibile solo attraverso robot in grado di penetrare questi ambienti dove mai essere umano si è spinto.

Spiega Luca Miatello, un ricercatore indipendente specializzato nella matematica dell'antico Egitto, che "le marcature sono segni numerici in ieratico. Si leggono da destra a sinistra e significano 100, 20, 1. I costruttori semplicemente registrarono la lunghezza totale del cunicolo: 121 cubiti". Il cubito reale è l'antica unità di misura egiziana utilizzata per la costruzione delle piramidi.

Per il momento, gli studiosi sono tutti concordi con il fatto che i segni siano stati eseguiti dagli operai egizi durante la costruzione della piramide e non ci sono dubbi sulla possibilità che si tratti di caratteri ieratici.

I ricercatori del progetto Djedi eseguiranno ulteriori analisi alle marcature rosse nel mese di agosto. Il robot esploratore, infatti, equipaggiato di una fotocamera dotata di maggiore risoluzione adeguata agli ambienti, tornerà nelle profondità della piramide per ulteriori indagini. L'obiettivo è quello di ottenere altre immagini sulle quali effettuare l'opera di decodificazione dei geroglifici.

Federica Vitale

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