20 mila Lego sotto i mari

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Fan sfegatati dei mitici mattoncini Lego, ecco un posto dove andare a cercare: lungo le coste delle spiagge britanniche. È qui che, più di 17 anni dopo che la nave merci Tokyo Express perse parte del suo carico di giocattoli in mare, è consigliabile andare a cercare. Era il 1997 e una violenta tempesta la incrociò mentre viaggiava in direzione di New York.

Alcuni dei pezzi Lego sono stati ritrovati lungo le spiagge della Cornovaglia. Circa cinque milioni in tutto, tra polpi di plastica, omini subacquei e pirati ed altri protagonisti. Ma invece di affondare sul fondo dell'oceano, la vasta collezione di giocattoli ha preferito riparare sulle spiagge britanniche e ancora in ottime condizioni.

Tanto che una pagina Facebook permette ai patiti dei mattoncini più famosi al mondo di condividere le loro scoperte. Tracey Williams, infatti, un'abitante della zona, ha aperto la pagina Lego Lost at Sea sulla quale chiunque può condividere immagini e scoperte.

Anche se non c'è modo di sapere effettivamente a quanto ammontasse il numero di mattoncini di plastica, gli esperti ipotizzano che potrebbero essersi allontanati fino a 100 chilometri dalla costa in 17 anni. Chi ha partecipato alla ricerca afferma di averne raccolti anche tra i 500 e i 600 pezzi nel corso degli anni. "Il gruppo di Facebook permette di documentare dove le persone hanno trovato i pezzi di Lego”, racconta una testimone. "Internet ci ha permesso di riunire le informazioni sui nostri reperti".

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La nave cargo Tokyo Express era in viaggio verso il Connecticut, negli Stati Uniti quando il 13 febbraio 1997 fu travolta da un'onda epocale alta diversi metri, al largo dell'End Land. L'impatto inclinò la nave di 60 gradi, tanto da far capovolgere 62 container in mare, tra i quali anche la cassa piena di Lego. Circa 4.756.940 pezzi caddero tra le onde, ma 3.178.807 di questi erano abbastanza leggeri da galleggiare. Nessuno ha mai stabilito cosa sia successo agli altri container.

L'oceanografo statunitense Curtis Ebbesmeyer ha monitorato negli anni la storia della “nave dei Lego”, sin da quando fu inclinata dalle condizioni proibitive dell'oceano. Secondo quanto afferma, alcuni pezzi potrebbero essersi spinti fino alla lontana Australia, trascinati dalle forti correnti marine. Ma anche altre spiagge lungo il tragitto potrebbero essere state approdo di pirati e soldatini di plastica. "Dopo 17 anni, sicuramente molti pezzi sono stati trovati al largo della costa della Cornovaglia. La più interessante lezione che ho imparato dalla storia dei Lego è che le cose che vanno in fondo al mare non sempre vi rimangono".

lego oceano

Per quanto riguarda gli ambientalisti, dal canto loro, questi affermano che l'eredità dei “Lego perduti” illustra al meglio come i rifiuti prodotti dall'uomo galleggino per anni nei nostri mari, rappresentando un reale rischio per la fauna selvatica e inquinando gli oceani. Gli ultimi dati, infatti, mostrano che una media di 2.683 container viene persa in mare ogni anno. Ma questa è un'altra storia.

Federica Vitale

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