Maya: un tempio per il dio del sole

Maschere Maya

Un enigmatico tempio dedicato al sole notturno è la nuova recente scoperta fatta in Guatemala. Misterioso per la sua valenza spirituale e incredibile per il suo valore culturale. Un tempio Maya, dunque, risalente a 1600 anni fa e costruito per rendere omaggio al dio del sole. Il Templo del Sol Nocturno, così come viene chiamato, è visibile a chilometri di distanza grazie alle maschere giganti di cui è ornato. Molte raffigurano il dio Maya del sole, un giaguaro bevitore di sangue.

Gli archeologi hanno rinvenuto questo antico tempio maya nella giungla guatemalteca, ad una profondità di 160 metri sotto il livello della piazza principale di El Zotz. È alto 13 metri ed è costituito da più livelli che preservano la struttura interna dall'aggressione della selvaggia vegetazione tropicale circostante. El Zotz è stato, in pratica, nell'odierno Guatemala, uno dei regni maya più piccoli, sebbene molto agguerrito e battagliero.

Il tempio si presenta come la sottostruttura della piramide di El Diablo, una scultura enigmatica la cui funzione pare fosse quella di onorare il sole. Nel 2010, proprio sulla piramide, è stata scoperta la sepoltura di uno dei fondatori della prima dinastia di El Zotz, denominato Pa'Chan, cielo fortificato.

Ai lati, la costruzione è decorata da maschere di stucco la cui altezza sfiora 1,5 metri. Ognuna sfoggia il volto del dio e ciascuna ne ritrae l'immagine a seconda del suo attraversamento del cielo e, dunque, del momento della giornata secondo le tre fasi solari. Una di queste, l'effige di uno squalo, è probabilmente un riferimento al sorgere del sole ai Caraibi. Mentre il sole di mezzogiorno è raffigurato come un giaguaro locale che si sveglia al crepuscolo, nascosto dalla giungla. Infine, il sole notturno, anch'esso raffigurato da un giaguaro dell'inframondo, il Popol Vuh, citato nel testo sacro al popolo maya. Il dio del sole, nella cultura maya, era determinante poiché associato alle origini ed alla regalità. Proprio questa regale attinenza lascia supporre che che la persona sepolta al suo interno era il fondatore di una dinastia reale.

Le maschere di El Zotz sono molto preziose ai fini dello studio sulle raffigurazioni della divinità celeste nella civiltà maya. Dal 2006 fino ad oggi, solo il 30 per cento della facciata del tempio è quella a noi nota e sono state recuperate solo otto delle ben 14 maschere delle quali è ornato. Infatti, gli archeologi, consci di questo tesoro del passato, continuano nelle ricerche. Secondo gli studiosi, ci sarebbe anche molto da scoprire. Non sono state infatti rinvenute incisioni o simboli utili a definire con certezza quando fu costruito. Ad ogni modo, la datazione più oggettiva rilevata al radiocarbonio lo situa fra l 350 e il 400 d. C. Durante il corso degli anni, sono state riportate alla luce circa 200 strutture. Tuttavia, queste hanno attirato ladri di reperti molto attivi soprattutto nella zona di Petén, dove si contano almeno 4 mila siti, di cui solo 400 contano su misure di sicurezza.

El Zotz è situtata nella valle di Buena Vista e fu una delle rotte fondamentali del commercio tra le zone orientali ed occidentali della regione maya di Petén. Questa rotta era nota come “conflitto dinastico” dal momento che fu una sorta di stato-cuscinetto tra gli antichi regni di Tikal e Waka.

Federica Vitale

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