La città del Cinema

Sospeso
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La nuova Città del cinema di Roma sorgerà ad Ostia, sul mare. E proprio ad Ostia è stato presentato il progetto nei giorni scorsi, al Teatro Nino Manfredi. Primo promotore dell'iniziativa è stato Francesco Carducci, amministratore di Cinecittà e titolare dell’Auditorium Conciliazione, insieme a Francesco Gesualdi, presidente della Fondazione Rossellini per l’Audiovisivo, quest'ultimo deputato a trovare soggetti pubblici disponibili a finanziare il progetto.

Alla base del progetto vi è dunque la realizzazione di un grande complesso cinematografico, che vedrà la luce sulle sponde del mare di Roma. Le strutture ospiteranno tre sale cinematografiche rispettivamente da 1.200, 600 e 300 posti a sedere, e una sala Imax da 400 posti. In più, oltre alle sale di proiezione, fanno parte del progetto anche due sale convegni, un luogo della memoria dedicato alla raccolta di documentazione video sul cinema, una biblioteca, uffici, spazi commerciali per librerie e merchandising cinematografico, ristorante, caffetteria. Il tutto rigorosamente in riva al mare.

 

Ma cerchiamo di spiegare come saranno articolati i due edifici. I due gusci bianchi, quasi due ossi di seppia di montaliana memoria, hanno un che di filosofico e semiotico: “la vita è simboleggiata da un filamento che parafrasando il concetto della vita stessa trova la sua ragion d’essere in una rampa spiroidale che avvolgendosi su sé stessa gestisce i collegamenti verticali ed orizzontali all’interno della città divenendone il principio ispiratore ed organizzatore”.

Questo il fulcro del progetto. Quasi a dire che il cinema è vita, e la vita è tutto un set cinematografico. Una simbiosi tra reale e immaginario, correlata di elementi naturali. Anche nei dettagli il progetto sembra voler dire molto: la rampa a spirale rievoca infatti la pellicola cinematografica: "così come quest’ultima organizza le sequenze dei fotogrammi, la rampa organizza la gerarchia di tutte le funzioni ed attrattive della città del cinema".

Anche la forma tondeggiante dei due edifici, privi di spigoli, ha un significato: la casualità, l'irregolarità delle forme, così come irregolari sono i sassi, levigati dall'acqua del mare.

Ma per vedere realizzata questa innovativa costruzione toccherò ancora attendere. Come ha spiegato Gesualdi, presidente della Fondazione Rossellini, occorre aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti istituzionali. “ Questo progetto – ha commentato Carducci - deve riguardare gli enti pubblici, non il privato”.

Francesca Mancuso