Videogame, quando le dimensioni contano

Stampa

Videogiocatori

È apparso sulla rivista “Celebral Cortex”, il risultato di uno studio effettuato dei ricercatori dell’università di Illinois (USA), secondo il quale per i campioni di videogiochi le dimensioni del cervello svolgono un ruolo fondamentale sulla loro bravura al gioco.

Questi hanno infatti stabilito la possibilità di predire il successo di un giocatore semplicemente misurando il volume di tre specifiche strutture cerebrali: : il nucleo caudato e il putamen - che controllano le abilità motorie e conferiscono la flessibilità per passare da un compito all’altro - e il nucleo accumbens coinvolto nelle reazioni emotive.

La ricerca fissa dunque l’ipotesi che esistano delle condizioni fisiche preesistenti, dalle quali dipende il successo dei giocatori di videogame. Questi dati, inoltre, superano visione della vecchia scuola di ricerche, secondo la quale basterebbe il solo esercizio e l’impegno al raggiungimento di livelli eccellenti di gioco.

Lo studio è stato condotto dapprima sugli animali, poi sugli esseri umani.

Per fare questo gli scienziati statunitensi hanno reclutato 39 volontari adulti (10 uomini e 29 donne) di età compresa tra i 18 e 28 anni che avevano speso almeno tre ore alla settimana davanti a un videogioco nei precedenti due anni, e hanno misurato le dimensioni dei tre settori celebrali interessati. Hanno così potuto verificare la loro ipotesi, rilevando risultati più brillanti in diversi esercizi mentali e nei videogame proprio fra coloro che hanno queste zone del cervello più sviluppate.

Immacolata Lazzaro