Energia: il fotovoltaico vola nello spazio

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Raccogliere, conservare e trasmettere l'energia attraverso le onde radio. L'energia elettrica, una volta prodotta deve necessariamente essere trasportata nel luogo in cui ne è richiesta l'utilizzazione. Gli impianti per uso civile e industriale sono collegati attraverso le reti elettriche, realizzate con appositi conduttori (aerei, sotterranei, sottomarini) opportunamente collegati tra di loro e che hanno lo scopo di trasportare l'energia dalle centrali di produzione alle utenze (industrie, abitazioni etc.).

Il trasporto dell'energia elettrica è uno dei temi cruciali che da sempre è stato oggetto di attenzione da parte della ricerca scientifica, proprio come il settore della produzione. Attualmente è in corso negli Stati Uniti un ambizioso progetto denominato Space Based Solar Power (SBSP) che ha lo scopo di produrre energia con pannelli fotovoltaici collocati nello spazio, per poi trasmetterla sulla terra per mezzo delle microonde.

Lo studio trae le sue origini da un'idea non nuova, che risale alla fine degli anni '60 del secolo scorso, quando Peter Glaser aveva formulato l'idea della trasmissione di energia via radio.

L'idea sembra buona, ma certo non è semplice da realizzare.

La trasmissione non è tecnicamente facile. Agli indubbi vantaggi, inoltre, si contrappongono numerose difficoltà, anche piuttosto gravi. Un cenno ai problemi più importanti. Intanto è necessario sottolineare che stiamo parlando di idee e progetti: i tempi di realizzazione, sebbene a tale progetto siano impegnati ricercatori giapponesi, americani e di altri paesi, sono lunghi. I costi sono notevolissimi, nell'ordine di svariati miliardi di dollari, ma non è tutto.

I pannelli alloggiati sui satelliti posti in orbita nell'atmosfera, dovrebbero essere numerosi e di grandi dimensioni, e anche se nello spazio, per definizione, ci sarebbe posto per tutti, non sono impossibili le collisioni tra i satelliti. Attualmente c'è già un certo affollamento tra satelliti per le telecomunicazioni, satelliti meteo, satelliti militari, satelliti ideati per altri scopi e infine scorie che vagano senza meta, per cui, anche in tempi recenti, sono state riferite notizie di contatti accidentali. Un ulteriore rischio è quello dei campi elettromagnetici. La trasmissione delle microonde crea campi magnetici di intensità direttamente proporzionali alle potenze in gioco; sebbene ancora in fase di approfondimento, l’impatto è sicuramente nocivo sugli esseri viventi e in particolare sull'uomo, quando l'intensità oltrepassa certi limiti.

Vediamo ora alcuni dei vantaggi di questa tecnologia. Il pregio principale consiste nel fatto che si potrebbe sfruttare il Sole che è una fonte di energia gratuita e disponibile nell'arco delle ventiquattro ore. I satelliti avrebbero cioè il vantaggio di essere esposti costantemente alla luce e non subire interruzioni nell'erogazione a causa di eventi atmosferici sfavorevoli, oppure, naturalmente, a causa dell'alternanza giorno/notte. L’altro fattore di indubbio interesse risiede nella prospettiva di non dover utilizzare le fonti di energia tradizionale (fossile, idrica, nucleare) i cui problemi sono noti e che innescano a loro volta tematiche di tipo economico e sociale: produzione di anidride carbonica e altri gas nocivi, impatto sull’ecosistema e sull’atmosfera, problema dell’approvvigionamento delle fonti e loro scarsità, pericolosità intrinseca di alcuni tipi di impianto di produzione.

Pasquale Veltri

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