La cintura di Giove si nasconde dietro nubi di ammoniaca

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Una meteora gigante infastidisce Giove. Lo scorso 3 giungo, alcuni scienziati avevano localizzato una palla di fuoco di ingenti dimensioni all'interno dell'atmosfera del gigante gassoso.  

Le immagini fornite dal telescopio spaziale Hubble, hanno mostrato che questo intruso cosmico non si è immerso però molto in profondità nell'atmosfera di Giove, bruciandosi in alto. Ciò spiegherebbe la mancanza di nubi cariche di detriti, come invece è avvenuto durante precedenti collisioni. 

"Avevamo il dubbio per questo impatto del 2010, che poteva esserci una grossa esplosione e di conseguenza un campo di detriti in grado di essere ripreso", ha spiegato Heidi Hammel, un osservatore Space Science Institute di Boulder, in Colorado. "Ma c'era solo la meteora, e anche Hubble lo ha confermato". Un po' di delusione, quindi, per chi si aspettava una pioggia di detriti. 

La meteora è stata enorme, ma di certo non la più grande entrata in collusione con Giove, che nel 1994 era stato colpito dai grandissimi frammenti di una cometa.  

Dalle ultime osservazioni di Hubble, inoltre, gli scienziati sono riusciti ad osservare i cambiamenti nell'atmosfera di Giove, anche in seguito alla scomparsa della cintura equatoriale meridionale (SEB) alcuni mesi fa. 

"Le previsioni del tempo per la SEB di Giove prevedono tempo nuvoloso con possibilità di ammoniaca", ha ironizzato Hammel. I ricercatori prevedono infatti che queste nubi di ammoniaca potrebbero sparire nei prossimi mesi, così come è già successo un passato. 

Ma chi ha visto per primo il grande meteorite abbattutosi su Giove lo scorso 3 giuno? Un astrofilo australiano, Anthony Wesley che ha scorto un lampo alle 16.30, mentre osservava Giove dal suo telescopio. Nel frattempo, nelle Filippine, un altro astronomo, Chris Go ha confermato l'evento.  

Gli astronomi di tutto il mondo hanno così stabilito che un oggetto per essere visibile e scatenare un lampo di energia tale da essere visto a 400 milioni di miglia di distanza, ossia a 643.700 km, deve essere stato sicuramente di grossa portata. Ma, senza alcuna cicatrice visibile o ancora senza una nube di detriti è difficile stimarlo. 

Il telescopio spaziale Hubble è stato messo in azione per cercare eventuali tracce in seguito alla collisione cosmica. Ha spiegato Hammel. "Non vediamo alcuna caratteristica di quelle solitamente provocate da un impatto". Chissà se Hubble presto potrà dirci di più.

Francesca Mancuso

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